Arrestato l’ex sottosegretario Cosentino: ancora Camorra tra le accuse

Nicola Cosentino, già sottosegretario Pdl all'Economia, è stato arrestato con l'ennesima accusa camorristica: la vicenda e la storia del politico casalese

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Nicola Cosentino, esponente del centrodestra, arrestato con accuse di collaborazione camorristica (restoalsud.it)

Napoli – Impossibile sapere cos’abbia risposto ai carabinieri che di prima mattina si sono presentati a casa sua per arrestarlo, ma Nicola Cosentino è ora agli arresti, prelevato dalla sua abitazione su ordine del Giudice per le indagini preliminari all’interno di un’inchiesta riguardante la vendita di carburante nel Salernitano. Insieme a lui, arrestati anche i fratelli dell’ex sottosegretario all’Economia, Giovanni e Antonio.

IL CARBURANTE – L’accusa contestata a Nicola Cosentino è di estorsione e concorrenza sleale aggravata con finalità camorristica; l’ennesimo politico che cade nella rete della giustizia è di nuovo sospettato di legami con la malavita organizzata della sua regione. La famiglia Cosentino gestisce numerosi distributori di carburante nella provincia di Salerno e le indagini avrebbero indicato i tre fratelli come i fautori delle operazioni illecite, almeno per quanto riguarda i distributori di loro proprietà.

L’INDAGINE – L’operazione che di prima mattina ha condotto a ben tredici misure di custodia cautelare è più vasta di Nicola Cosentino e della sua famiglia, riguardando direttamente il clan camorristico di Michele Zagaria; tra gli arrestati, infatti, ci sono anche Antonio e Pasquale Zagaria, fratelli del boss dei casalesi.
Proprio a Casal di Principe lavoravano tre degli altri arrestati, tutti funzionari dell’ufficio tecnico del comune; insieme a loro, sono stati condotti agli arresti anche un funzionario della regione Campania e due dipendenti della Q8 Petroleum Italia. Per tutti le accuse vanno dall’estorsione alla concussione, passando per la minaccia, la calunnia e il riciclaggio, con l’aggravante comune della finalità camorristica.

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Nicola Cosentino ai tempi della Camera dei Deputati (giornalettismo.com)

LA STRUTTURA – Con l’indagine cominciata nel 2011, la Procura ha ricostruito una serie di illeciti nella gestione di alcuni impianti di distribuzione dei carburanti da parte di alcune agenzie, tra cui proprio la Aversana petroli, Aversana gas e Ip service, di proprietà dei fratelli Cosentino. L’ex politico nazionale, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe agito in concorso con dirigenti pubblici per facilitarsi l’ottenimento di concessioni, permessi e licenze nella costruzione e nella messa in azione degli impianti; nel contempo, la rete avrebbe ostacolato e rallentato le aziende concorrenti, facendo pressione su amministratori e funzionari degli enti locali coinvolti.

NICOLE COSENTINO – Nicola Cosentino non è il primo politico a essere colto nella rete delle implicazioni camorristiche ma è sicuramente un nome di primissimo piano, anche per gli incarichi nazionali che ha ricoperto; d’altronde il suo passato non è lindo, avendo già sperimentato numerosi sospetti, accuse e periodi di detenzione.
Deputato per quattro legislature, prima nelle file di Forza Italia, quindi per il Popolo della Libertà, è stato sottosegretario del Ministero per economia e finanze, dopo una carriera nel partito cominciata nel 1995 con le elezioni provinciali a Caserta. Già durante il mandato da sottosegretario Cosentino era stato accostato a operazioni camorristiche, prima dal boss pentito Carmine Schiavone, quindi da Gaetano Vassallo, all’interno di un’indagine riguardante lo smaltimento di rifiuti tossici e la corruzione di funzionari.
Nel 2009 la Procura aveva richiesto l’autorizzazione per la custodia cautelare alla Camera per un’accusa di concorso esterno in associazione camorristica ma l’assemblea rigettò la richiesta; tuttavia la pratica non si estinse e trascinò Cosentino nei diversi gradi di giudizio, coinvolgendo anche i suoi ruoli ministeriali.
Dimessosi da coordinatore regionale del Pdl nel gennaio 2012, dopo l’ennesimo voto della Camera che aveva respinto l’autorizzazione all’arresto, nel marzo 2013 si è costituito a Secondigliano, per essere trasferito ai domiciliari nel luglio dello stesso anno e quindi scarcerato a novembre.
Oggi una nuova pagina delle vicende giudiziarie e, soprattutto, camorristiche di Nicola Cosentino, un politico che, secondo le ricostruzioni fin qui giunte, avrebbe lungo tutta la sua carriera sfruttato e avvantaggiato il potere del clan dei Casalesi.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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