Arrestato afgano diretto a Roma, in possesso di video e foto di guerra

Nassim Lagani, 22 anni, afgano. Nel suo zaino 23 sim e 7 cellulari contenenti immagini della guerra in Siria e Iraq. Era diretto a Roma; ignote le ragioni

(graphics8.nytimes.com)

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Scatta l’allerta alla frontiera italo-francese. Un afgano di 22 anni è stato fermato al confine di Bardonecchia, mentre viaggiava un treno Tgv proveniente da Parigi e diretto a Milano. Ma nei suoi piani la meta sarebbe stata Roma. Si chiama Nassim Lagani. Nel suo zaino sono stati trovati 7 telefoni cellulari – di cui uno satellitare – 23 sim intestate ad altrettante persone sconosciute e la foto di un bonifico di 2000 sterline inviato a un conto criptato in Inghilterra. Nella memoria dei telefoni, foto e video della guerra in Siria e in Iraq. Il giovane è stato condotto al Cie di Torino.

L’ARCHIVIO CHOC - Tra le molteplici immagini e registrazioni, finite sotto sequestro alcuni giorni fa, è una in particolare a suscitare sconcerto: due miliziani in armi e davanti a loro, sei teste appena mozzate. Non meno sconvolgenti anche le miriadi di fotogrammi ritraenti scene di combattimenti, sparatorie e accoltellamenti sanguinolenti. Il giovane era stato arrestato per ricettazione ma a causa delle mancate prove di reato, è stato scarcerato. Il pm Padalino ha comunque disposto degli accertamenti.

L’INTERROGATORIO - Nassim ha accettato di rispondere alle domande degli inquirenti: «Sono fuggito dal mio Paese perché ho uno zio talebano che vuole obbligarmi a combattere». Non parla inglese, né italiano. Ma solo la lingua Pashtun. Ha aggiunto di essere analfabeta ma gestiva diverse chat sui suoi telefoni. Uno dei telefoni, quello che conteneva la foto del bonifico di 2000 sterline, afferma di averlo raccolto per strada. «Ho svolto la funzione di difensore rispettando la deontologia professionale – dichiara Andrea Battisti, avvocato dell’indagato – però come uomo e cittadino sono rimasto francamente stupito di questa situazione». Dall’interrogatorio non è emersa alcuna spiegazione credibile.

DESTINAZIONE ROMA - «Ho vissuto dieci anni a Londra e ho deciso di venire a Roma per chiedere asilo politico». È questo, forse, il dato che più allarma l’intelligence italiana. Per quale ragione la sua destinazione era la Capitale? Quali erano i suoi programmi, le sue intenzioni? Chi voleva incontrare? E, soprattutto, da chi sarebbe stato accolto? Domande che difficilmente troveranno una risposta.

Antonietta Mente

@AntoMente

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