Arrestati i responsabili del sequestro lampo di Spinelli, ragioniere di Berlusconi

Giuseppe Spinelli è stato vittima di un "sequestro" lampo dalle dinamiche insolite

Milano – Il fatto risale a più di un mese fa, ma solo adesso vengono alla luce scenari insoliti e presunte macchinazioni che ricordano episodi già visti in passato. Giuseppe Spinelli, ragioniere alle dipendenze dell’ex premier Silvio Berlusconi viene sequestrato nel suo appartamento da due banditi, che chiedono un enorme riscatto – quantificato secondo indiscrezioni giornalistiche in 35 milioni di euro – ma in cambio offrono una presunta lista di nomi: persone coinvolte, a vario titolo, nel processo sul lodo Mondadori che ha visto la casa editrice, diretta da Marina Berlusconi, costretta a un risarcimento di oltre mezzo miliardo di euro a Carlo De Benedetti, noto ingegnere e imprenditore.

Nel corso del breve sequestro, Spinelli avrebbe effettivamente composto il numero di Berlusconi, al quale si è rivolto attraverso le richieste dei sequestranti, che subito dopo la telefonata hanno liberato i coniugi, poi fatti prelevare dagli uomini responsabili della sicurezza del Cavaliere. I sei componenti della banda, di cui il capo sarebbe già invischiato in diverse accuse di rapimento, sono stati arrestati solo ieri dalla Polizia di Stato e dalla Dda meneghina, dopo una lunga serie di indagini coordinate da Ilda Boccassini, ormai celeberrimo giudice nei processi che riguardano Berlusconi, la quale avrebbe ovviamente sentito subito, prima degli inquirenti, Spinelli e la moglie.

Sul piatto, in cambio di quel denaro, la banda dei rapitori avrebbe promesso di fornire a Spinelli, a Berlusconi e ai suoi difensori Ghedini e Longo una serie di materiale, informatico, audiovisivo e testuale, che testimonierebbe presunte irregolarità e testimonianze fittizie rese nel corso del dibattimento sul Lodo Mondadori, su comportamenti illeciti dell’attore processuale De Benedetti, e sull’attuale presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, ex alleato di Berlusconi e suo grande accusatore dopo la secessione all’interno del Popolo della Libertà.

Trentacinque milioni per ribaltare quella sentenza che lo ha costretto a sganciare quasi 600 milioni, una parte molto consistente del patrimonio personale (Forbes lo stima in poco meno di 6 miliardi di dollari, 4.7 miliardi di euro). Ma Silvio Berlusconi ha preferito contattare giudici e polizia. Cosa si nasconde davvero dietro l’ennesimo punto oscuro della vita e carriera imprenditoriale dell’ex premier?

Stefano Maria Meconi

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