Arizona, arrestati genitori di tre minorenni segregate per due anni

Le foto segnaletiche dei due aguzzini, arrestati per abusi e sequestro di persona

Le foto segnaletiche dei due aguzzini, arrestati per abusi e sequestro di persona

Tucson – Vivevano nella sporcizia, senza una adeguata alimentazione e idratazione, in condizioni di totale sottomissione e schiavitù. Tre minorenni, rispettivamente di 12, 13 e 17 anni, sono state liberate dalla polizia di Tucson, nell’Arizona, dopo che due di loro sono riuscite a fuggire dalla casa degli orrori.

SENZA MANGIARE E LAVARSI - «Le tre minorenni erano mantenute in condizioni di vita immonde e spaventose», ha riferito la polizia in una prima conferenza stampa subito dopo la liberazione delle giovani e l’arresto dei genitori, la madre naturale e il padre acquisito. Le tre non avevano avuto la possibilità di lavarsi da oltre un anno, e i loro aguzzini le davano da mangiare una sola volta al giorno. Il periodo di “carcerazione” si sarebbe protratto per oltre due anni.

GLI AGUZZINI - 32 anni lei, 34 anni lui. Questa l’età dei due genitori, se così è lecito definirli, che la polizia ha arrestato e tradotto nel vicino carcere di Pima, vicino Tucson, con le infamanti accuse di sequestro di persona, abuso sessuale di minori, maltrattamenti fisici e psichici. Fernando Richter e Sophia Richter, questi i nomi degli arrestati, rischiano pene salatissime, ma non la pena di morte, che si applica solo in casi di omicidio, con le aggravanti dei futili motivi, della violenza o della strage. La polizia ha aggiunto: «La fase delle indagini è appena cominciata. Possiamo dirvi è che il patrigno e la madre sono stati arrestati e che le minori sono ospitate in una struttura con delle assistenti che si occupano di loro».

I PRECEDENTI - Appena una settimana fa era arrivata, da Londra, la notizia della liberazione di tre donne tenute segregate in una comune maoista per oltre trent’anni, una vicenda che ha sconvolto e indignato non solo il Regno Unito ma il mondo intero. Il mostro di Cleveland, Natascha Kampusch, sono purtroppo tantissimi i casi di sequestri e prigionie protrattesi per anni e anni, senza che nessuno – parenti, vicini di casa o conoscenti degli stessi rapitori – abbiano avuto modo di scoprire la dolorosa verità, in una delle più tristi tra le piaghe sociali contemporanee.

Stefano Maria Meconi

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