Aria di Rivoluzione, il nuovo tour di Franco Battiato

Franco Battiato (Agenziastampaitalia.it)

Roma – Ieri all’Auditorium Parco della Musica di Roma si è svolto il concerto di Franco Battiato intitolato Aria di rivoluzione. Un concerto sotto le stelle ospitato nella Cavea dell’Auditorium, che ha visto il grande maestro della musica italiana cimentarsi in ben 26 pezzi cantati, una sorta di percorso che attraversa tutte le tappe evolutive del cantautore: le sonorità romantiche, psichedeliche, sperimentali, d’avanguardia, rock, progressive, etniche e classiche fanno di Battiato un personaggio eclettico, un genio inarrivabile.

Il concerto si apre con un intro tratto dalla canzone La realtà non esiste di Claudio Rocchi, amico e collega di Franco Battiato, recentemente scomparso a seguito di una malattia degenerativa che, nel concerto di ieri sera avrebbe dovuto partecipare proprio perché ideatore di questo appuntamento romano. Commoventi le parole del testo cantate da Franco che, con gli occhi lucidi, chiama sul palco Gianni Maroccolo, ex produttore del cantante, per celebrare insieme la memoria di Rocchi. Segue poi No u turn , Nel cantiere dell’infanzia e Medley anni 70.

Battiato fa una pausa ed annuncia il prossimo brano, originariamente dei Rolling Stones, Ruby tuesday, ripreso ed inciso da Franco nel 1999. Fibrillante è l’attesa prima che la band inizi a suonare le prime note di Un’altra vita. Te lo leggo negli occhi è il pezzo successivo, romantico e delicato che lascia il pubblico ammutolito in un rigoroso ascolto che colma il cuore di emozioni. Per onorare la memoria di Fabrizio De Andrè, Battiato intona le note de La Canzone dell’amore perduto, un testo immortale conosciuto sia dai giovanissimi che dalle persone più avanti con l’età, una canzone che accomuna e fa cantare tutti. Seguono poi Prospettiva Nevski, Quand’ero giovane, Passacaglia, La polvere del branco , Giubbe rosse, Il mantello e la spiga e Caffè de la paix.

Aria di Rivoluzione Tour (agenziastampaitalia.it)

È il turno di una delle canzoni più famose di Franco, La stagione dell’amore: il pubblico non ce la fa più e tutte le persone all’unisono corrono sotto il palco per toccare o perlomeno vedere più da vicino il loro amato cantante. La cura è la canzone successiva, emozionante, tenera, profonda, spirituale. Grande commozione, brividi e parole sussurrate: le sensazioni che produce il sentir cantare questo cavallo di battaglia direttamente dal suo creatore lascia tutti senza voce. E ti vengo a cercare è l’ultima canzone romantica del concerto. Subito dopo Battiato riprende con Bandiera bianca, L’era del cinghiale bianco e Voglio vederti danzare.

Il pubblico è in visibilio, gli accennati passi di danza di Franco suscitano urla, applausi e grida. Il concerto è quasi finito, Battiato presenta la sua band composta da Carlo Guaitoli (pianoforte), Angelo Privitera (Tastiere e programmazione), Davide Ferrario (Chitarra), Andrea Torresani (Basso), Giordano Colombo (Batteria). Riprende con L’animale per poi chiudere il concerto con Stranizza d’amuri. Tutti sono in attesa di una possibile nuova uscita del cantate ma Battiato non si fa vedere e tutti a malincuore abbandonano la Cavea ma con la soddisfazione di avere assistito a due ore di concerto tenuto forse da uno degli ultimi veri cantautori italiani ancora viventi.

Giulia Orsi

Foto: romatoday.it, agenziastampaitaliana.it

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