Apprendere una nuova lingua? Missione possibile grazie ai videogiochi

corsi-inglese

Foto La Stampa

Quante volte, dopo un colloquio andato male o dopo una figuraccia con qualche turista, ci ripetiamo che dobbiamo assolutamente migliorare il nostro inglese o imparare qualche lingua straniera? Tantissime.

 Le soluzioni a questo piccolo problema solitamente sono:

  • iniziare una conversazione telefonica, ma parecchio costosa, con quel vostro cugino di Perth in Australia (attenzione alle bollette);
  • seguire uno dei tanti corsi proposti dalle scuole in città, ma sarete in gruppo e l’apprendimento si preannuncia abbastanza complesso;
  • richiedere il supporto di un’insegnante madrelingua che venga a casa vostra e vi aiuti a superare le lacune, e qui il portafoglio piange;
  • infine potreste scegliere dei corsi di inglese all’estero che di sicuro vi divertiranno e aiuteranno a migliorare il parlato. Viaggio e apprendimento uniti insieme. Un bel mix no?

Queste sono le classiche opzioni per chi si vuole avvicinare alla lingua inglese, ma pensiamo ad un rovesciamento dei ruoli. Se un giorno un americano o un ragazzo inglese desiderasse imparare l’italiano e la sua cultura? Quale metodo suggerire?

Una soluzione non convenzionale per l’apprendimento delle lingue ci arriva da un’intuizione del Prof. Simone Bregni, docente della Saint Louis University.

Simone Bregni è originario di Asti e fin da piccolo ha sempre avuto una grande passione per i videogiochi. Appena arrivato in America ha iniziato ad avvicinarsi all’inglese usando proprio questo “oggetto ludico”. Il professore si è accorto che, grazie a questa forma di intrattenimento, il learning avveniva con maggiore fluidità e facilità, tanto da elaborare una tesi intitolata: Intensive Italian for Gamers.

Secondo i dati della PEW Research Center, il 70% circa degli studenti universitari americani usa il proprio tempo libero per giocare ai videogiochi. Grazie a questi dati e al sostegno del Reinert Center for Transformative Teaching and Learning della Saint Louis University, Simone Bregni ha condiviso la sua ricerca e pratica di insegnamento a livello internazionale.

Foto Daily Post

Foto Daily Post

Il professor Bregni, in una recente intervista al sito Lavocedinewyork.com, ha dichiarato che i videogiochi hanno subito una vera e propria evoluzione a partire dai primi anni 2000, quando iniziarono ad essere regolarmente localizzati, ovvero tradotti e adattati, in più lingue (prima erano solo in inglese).

Il videogioco concentra la sua strategia di intrattenimento sull’interazione, si parte da un piano narrativo tipico dei film instaurando man mano un coinvolgimento totale. La dimensione culturale nei videogiochi ha oggi un ruolo da co-protagonista, pensiamo ad esempio a giochi di grande fama come Assassin’s Creed, ambientato nell’Italia Rinascimentale.

La location, le tradizioni, i comportamenti e i costumi erano tutti in linea con quella epoca storica. Simone Bregni non ha fatto altro che sfruttare questa dimensione narrativa a scopi formativi, parlando nelle sue lezioni dell’Italia e del suo ruolo nello sviluppo della cultura occidentale, partendo proprio da un videogioco.

In aula come a casa, dunque, sembra essere finito il tempo delle lavagne con le formule grammaticali e dei dvd con le pause per ripetere ciò che si è appena sentito. Prendiamo quindi in mano il joypad e iniziamo un’avventura interattiva tutta orientata all’apprendimento della lingua straniera.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews