Apple continua la lotta: via le mappe di Google da iPhone e iPad

La presunta anteprima del sistema mappe di Apple (bgr.com)

Il Wall Street Journal la definisce “una battaglia strategica”: la Apple si prepara ad abbandonare l’utilizzo delle mappe di Google dai suoi dispositivi portatili più famosi, l’iPhone e l‘iPad. Un passo che segna l’ennesimo colpo di fuoco incrociato tra il colosso di Cupertino e quello di Mountain View.

Le mappe, sottolinea infatti il WSJ, sono solo uno dei tanti terreni di combattimento tra due società sempre più rivali e nemiche. La battaglia è trasversale: dati, dispositivi, servizi. Il nodo del servizio Maps di Google nasconde però – in maniera tutt’altro che celata – un interesse prettamente economico: il 25% della spesa in pubblicità mobile nel 2012 finirà infatti in annunci geolocalizzati, una quota superiore del 10% rispetto a quella dello scorso anno. E considerando che il 90% degli utenti di iOS negli Stati Uniti utilizza Google Maps, è facile capire quanto avere un servizio di mappe autoprodotto, invece che quello di un concorrente, possa portare introiti quantitativamente più sostanziosi.

Il servizio potrebbe essere presentato già al WWDC (Worldwide Developers Conference) 2012, in programma dall’11 al 15 giugno a San Francisco. Le prime indiscrezioni (e la prima foto, rilasciata dal sito BGR.com) lasciano trasparire una chiara intenzione di puntare all’utilizzo della rappresentazione grafica in 3D.

L’anteprima mostra una nuova barra di navigazione di colore argentato, che si discosterebbe dall’attuale barra blu e che potrebbe anticipare un complessivo restyling di iOS in versione argento. In basso a sinistra un tasto per la localizzazione immediata, mentre per passare alla modalità 3D sarebbe necessario accedere ad un menù sottostante “sfogliando” la mappa da destra, come è già possibile fare ora su Google Maps.

Questione di giorni, quindi, per l’annuncio ufficiale del nuovo strappo tra i due colossi multimediali. E il prossimo terreno dello scontro sarà l’ulteriore sviluppo del SIRI (Speech Interpretation and Recognition Interface), già presente su iPhone 4S. Secondo Google, SIRI rappresenta infatti un sistema per aggirare la ricerca tradizionale su dispositivo mobile e tagliare un’altra importante fetta di mercato. La lotta continua.

Francesco Guarino

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