Anthrax: “Worship Music”

Tornano nei negozi dopo un lungo silenzio gli Anthrax, una delle band storiche del Thrash Metal americano, che assieme a Metallica, Megadeth e Stayer, compongono il cosiddetto Big 4.

Molta era la curiosità di ascoltare questo nuovo Worship Music: innanzitutto perché l’ultimo album della band è We’ve Come For You All, uscito nell’ormai lontano 2003. Inoltre, torna finalmente ad urlare nel microfono il figliol prodigo Joey belladonna, storico cantante della band, amatissimo dai fan, che era tornato nella line up solamente per un breve tour con la formazione originale alcun anni fa, senza però di fatto registrare un album dai tempi di Persistence of Time del 1990.

Infine l’ottima esibizione dal vivo offerta dagli Anthrax nella tappa milanese del Big 4 ha alimentato la curiosità nei confronti di questo nuovo lavoro.

E tutti i fan della band newyorchese possono stare tranquilli: non rimarrano affatto delusi.

Joey Belladonna canta inaspettatamente bene, e nonostante i 50 anni suonati, dimostra forma e tenuta, ricordando le strabilianti performance degli anni ’80. Rob Caggiano (unico membro della band non appartenente alla formazione storica) si trova a suo agio con le linee soliste, sfoderando ottime melodie, rocciose ed originali. La premiata ditta ritmica Charlie Benante, Scott Ian e Frank Bello è quantomai devastante: il primo dimostra per l’ennesima volta quanto il suo drumming sia efficace e tecnico, e assolutamente incalzante. Benante è sottovalutato da molti, nonostante dia l’ennesima dimostrazione di essere uno dei migliori batteristi che la scena speed/thrash abbia mai partorito. Scott Ian, di fatto il leader degli Anthrax ed il maggior songwriter, rivela un’efficacia che da molti anni lo aveva abbandonato e Frank Bello è il solito treno, veloce e scatenato, che ogni tanto si lascia andare a qualche virtuosismo, peraltro ottimamente inserito nell’economia delle singole canzoni.

 

 

Sentire una canzone come The Devil You Know, forse la migliore dell’album, catapulta l’ascoltatore indietro di 20 e più anni. Una canzone che incalza e non da tregua, con un martellante speed metal che sembra uscito dai primi lavori della band, un ritornello orecchiabilissimo, grazie ad un Belladonna molto ispirato, ed il resto della band compatto e furioso. Fight’em ‘Til You Can’t, primo singolo estratto, continua sulla stessa lunghezza d’onda. In The End è un altro capitolo felicissimo del disco, mid-tempo martellante e penetrante, allo stesso modo di The Giant, violenza quasi hardcore. The Constant rivela un feeling che fonde la modernità con il classico speed/thrash di scuola Anthrax. Trovare un episodio poco riuscito nei 60 minuti dell’album sembra veramente un’impresa.

Altro elemento a favore di questo disco è la produzione: negli anni ’80, la band non ha mai potuto sfruttare produzioni di qualità elevata. Negli anni ’90 la scelta di virare verso sperimentazioni che inserissero pesanti elementi rap e alternative hanno decretato il decadimento di una banddalle enormi potenzialità. Questo nuovo Worship Music riporta la musica degli Anthrax ai fasti di un tempo, con una produzione finalmente eccellente di cui mai ha potuto vantarsi in passato.

Il risultato è uno dei dischi metal migliori di questo 2011 che si avvia alla sua conclusione. All’interno dei Big4 il testimone passa ora in mano ai Megadeth, che usciranno a breve con un nuovo album. Riusciranno ad essere all’altezza degli Anthrax? Chi scrive spera in un altrettanto ottimo disco, anche se francamente, difficilmente verrà raggiunta la compattezza e la qualità di Worship Music, un album con il quale possiamo sinceramente brindare al ritrovato successo del quintetto newyorchese.

Alberto Staiz

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