Anno giudiziario, la magistratura si difende dall’aggressione politica

Con i discorsi per l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario, la magistratura si difende dalle infamanti accuse politiche

anno giudiziario

Inaugurazione a Milano per l’anno giudiziario, con il presidente Canzio (rainews.it)

I rapporti tra politica e magistratura fanno discutere fin da quando magistrati, pm e giudici hanno deciso di occuparsi anche delle malefatte di onorevoli e senatori: da lì in poi è stata guerra aperta da parte degli inquisiti e dei loro compagni, che non hanno lasciato correre occasioni per dileggiare e sminuire il ruolo della magistratura.
In poche righe, ecco riassunto il messaggio lanciato dai presidenti delle Corti d’appello di tutta Italia, durante l’odierna inaugurazione del nuovo anno giudiziario.

MILANO – La relazione di Giovanni Canzio, presidente della Corte d’appello a Milano, non lascia scampo: «Agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora alla infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti, i giudici hanno saputo rispondere usando le armi della imparzialità». Il presidente milanese non s’è tirato indietro e ha raccontato di come i suoi colleghi siano stati esposti a «sommarie e ingiuste accuse di parzialità e di mancata serenità di giudizio, solo perché funzionalmente investiti della definizione di taluni procedimenti a forte sovraesposizione mediatica, per lo spiccato rilievo politico e sociale che li caratterizzava»: i casi su Berlusconi, insomma, con stampa di parte ampiamente schierata nel tentativo di distruggere il lavoro della giustizia.

ROMA – Catello Pandolfi, presidente romano e del Lazio, ha puntato invece sull’appello del presidente Napolitano, comunicando che i magistrati non lasceranno «cadere l’invito, nonostante gli affanni che affliggono il sistema», segnalati anche ieri. «Continueremo a porre il nostro massimo impegno – ha garantito Pandolfi, nella chiusura dell’intervento per l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario – nella quotidiana attività per rafforzare nei cittadini la fiducia nell’istituzione che rappresentiamo e garantire un sicuro presidio di autonomia e imparzialità».

TORINO – I problemi con la Tav, invece, si sono fatti sentire nel capoluogo piemontese, dove l’intervento per il nuovo anno giudiziario di Marcello Maddalena ha ricordato l’esistenza di «un’area marginale ma non trascurabile di soggetti anarchici che, operando su un doppio livello, palese e occulto, costituiscono una minaccia per le regole costituzionali del Paese puntando, attraverso atti di terrorismo, all’eversione del sistema democratico». Maddalena ha ricordato la «ripresa delle attività riconducibili a matrice eversiva che si sono inserite nel più vasto e del tutto legittimo fenomeno» e ha ricordato soprattutto la frequenza dei pacchi-bomba.
In contemporanea, per non venir meno all’assalto della magistratura da parte politica, manifestanti pro-Cota hanno raccolto un presidio davanti al Palazzo di giustizia.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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