Anno della Cultura Italiana negli USA. Italia esempio di eccellenza nel 2013

Michelangelo, l' Apollo Davide ha inaugurato l'Anno della Cultura Italiana in USA

Già in molti sapranno che per tutto il 2013 si festeggia l’Anno della Cultura Italiana negli USA, che maggiormente simbolizzano l’Occidente. Il progetto, che mira a condurre il popolo americano ad una totale immersione nella nostra cultura, è nato dall’iniziativa del ministro degli Esteri Giulio Terzi in collaborazione con i ministeri dei Beni e delle attività culturali, dello Sviluppo economico, dell’Università e della ricerca, con l’Agenzia per la promozione all’estero (ICE) e l’Agenzia nazionale del turismo (ENIT Italia), e gode del’Alto Patronato del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Fra i principali sponsor coinvolti, figurano Eni e Banca Intesa (Corporate Ambassadors) e i Partner Fondazione Bracco, S.Pellegrino, Ferrero, Beretta, Sisal, Alcantara, Fiat, Associazione Culturale MetaMorfosi, i membri del Comitato di Sostegno Berlucchi, Campari, Donnafugata, Fincantieri, Fondazione Berti, Frescobaldi, Lottomatica, Masi, Molteni & C., Reda, ST Micro Eelctronics, TreviIcos e Zamperla.

Oltre 180 eventi in 365 giorni, ospitati in oltre quaranta città americane tra cui Washington, Boston, Chicago, Cleveland, Detroit, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Philadelphia, San Francisco, comprendono scienza, arte, musica, letteratura, teatro, cinema, fotografia, brand, design, territori e sapori d’Italia, grazie alla promozione e all’organizzazione dell’Ambasciata d’Italia, Consolati e Istituti di Cultura Italiana.

È stato l’Apollo-Davide di Michelangelo a dare il via all’inaugurazione di questo turbinio di mostre, concerti, festival, rassegne. La nota scultura michelangiolesca, con l’affascinante e complessa torsione del tronco nudo e l’efficace gioco di rispondenze degli arti, lascia per un po’ il Museo del Bargello di Firenze per tornare alla National Gallery of Art di Washington, dove era stata esposta nel 1949 , nel ricevimento inaugurale per il presidente Harry Truman, come segno della gratitudine dell’Italia verso gli USA per l’appoggio assicurato nel dopoguerra. La mostra, durata sei mesi, fu visitata da più di 791.000 persone.

«La crescita economica – ha spiegato Terzi durante l’inaugurazione dell’Anno a Washington (svoltasi al termine di dicembre) – non è possibile senza cultura. La prosperità è possibile solo se profondamente radicata in un terreno comune di storia e valori. La cultura è il miglior cammino verso una crescita condivisa e sostenibile. E lo è ancora di più quando si tratta di relazioni fra Stati Uniti e Italia, rafforzate dall’energia di generazioni d’italiani giunti in America.»­­

«L’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti vuole rappresentare un atto di impegno per l’ulteriore rafforzamento dell’antica e solida amicizia esistente tra i nostri due Paesi», ha aggiunto il presidente Napolitano in un suo messaggio di augurio.

Un auspicio a un parternariato longevo tra università, centri di ricerca, istituzioni, scuole, musei e altre realtà produttive di Italia e Usa, in un clima collaborativo volto a favorire le nuove generazioni, quelle che dall’Italia, nonostante “giochino in casa” in quanto a cultura, sono costrette a scappare: proprio ai giovani, infatti, sono dedicati premi, borse di studio e programmi universitari.

Ecco il ministro degli Esteri esporsi: «La nostra speciale attenzione e il nostro impegno più urgente sono dedicati alle più giovani generazioni dei due Paesi: la nostra iniziativa li coinvolge al tempo stesso come attori principali e come beneficiari di lungo periodo dell’impulso dinamico alle nostre relazioni bilaterali, che è l’obiettivo principale dell’Anno».

 Ricerca, scoperta e innovazione sono le linee guida del lungo e ricco progetto che, come accennavamo sopra, prevede un numero elevato di eventi: il Satiro Danzante di Mazara del Vallo approderà a marzo al Metropolitan di New York, l’Efebo di Mozia al Getty Center di Los Angeles in aprile, il Galata Morente verrà mostrato alla National Gallery di Washington a ottobre, il Bruto Capitolino, un bronzo del IV-III secolo a.C. al Museum of Fine Arts di Boston.  Questo per quanto riguarda l’arte Classica, ma uno dei temi centrali celebrati durante l’anno sarà il Rinascimento: Michelangelo al Muscarelle Museum of Art di Williamsburg e in seguito al Museum of Fine Arts of Boston con 25 disegni provenienti dalla Casa Buonarroti a Firenze; la Frick Collection a New York presenterà dodici dipinti di Piero della Francesca da collezioni italiane e americane (2 febbraio – 19 maggio); una presentazione completa del pittore veneziano Paolo Veronese, con 70 opere da più di 30 musei e collezionisti privati, è già iniziata al Ringling Museum di Sarasota in Florida (visibile fino al 14 aprile). Firenze e il Rinascimento sono attualmente in mostra anche al Getty Center di Los Angeles con una mostra sulla città toscana all’alba del Rinascimento (fino a febbraio), mentre il Telfair Museums di Savannah in Georgia espone ora 45 opere di arte sacra provenienti dagli Uffizi (fino a marzo).

Il simbolo dell'Anno della Cultura Italiana negli USA, 2013

Caravaggio è un altro dei grandi protagonisti dell’anno. Otto dei suoi dipinti e capolavori importanti che documentano la sua influenza sui pittori in Italia, Francia, Spagna e Olanda sono in mostra al Los Angeles County Museum of Art (fino al 10 febbraio), e poi al Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford (6 marzo – 16 giugno). Per la prima volta l’Adorazione dei Pastori sarà visibile negli Stati Uniti, più precisamente alla Legion of Honor di San Francisco, mentre il Metropolitan a New York mostrerà a settembre la Resurrezione di Lazzaro dalla Chiesa dei Padri Crociferi di Messina.

Una parte minore della programmazione è dedicata all’arte moderna e contemporanea italiana. Citiamo qui una mostra di 19 sculture e dieci disegni di De Chirico alla Phillips Collection di Washington in primavera (marzo e aprile) e un’installazione di Sandro Chia alla Morgan Library di New York a maggio. Opere di Morandi, Casorati, Burri e Penone provenienti dalla Collezione di Arte Moderna De Fornaris sono esposte fino al 31 gennaio all’Italian Cultural Institute e all’Industria Superstudio di New York.

Scienza e tecnologia trovano la loro declinazione con la celebrazione dei primi cinquant’anni anni di cooperazione nel settore spaziale tra Italia e Stati Uniti, eventi speciali dedicati ai Nobel italiani in campo scientifico e alle eccellenze italiane nel campo del design, da Giò Ponti a Barrique.

Musica, letteratura, cinema e teatro coprono un’ampia fetta di festeggiamenti: le celebrazioni del duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi continuano con le esibizioni di Riccardo Muti, Maurizio Pollini, la Filarmonica della Scala, le orchestre del San Carlo di Napoli e dell’Accademia del Teatro alla Scala. La colonna sonora dell’Anno è una composizione di Nicola Piovani. Le poesie italiane ricoprono gli autobus di Washington, facendo risuonare per tutta la città e le parole di Leopardi, Boccaccio, Levi, Machiavelli, Calvino e altri. New York ha aperto le danze con una rassegna su Pier Paolo Pasolini. A Los Angeles i film italiani vincitori di premi Oscar saranno celebrati con un concerto dell’Orchestra Italiana del Cinema. E per quanto riguarda il teatro, non mancherà di sicuro la rappresentazione de Le Voci di Dentro di De Filippo. E ancora workshop su lingua e letteratura italiana, seminari e conferenze (ricordiamo tra aprile e giugno il cinquecentenario de Il principe di Machiavelli all’Italian American Institute di New York, a ottobre 2013 la conferenza in onore del settecentesimo anniversario di Boccaccio a Washington, e i numerosi appuntamenti a New York su Calvino, Primo Levi e Leopardi).

Ampio spazio anche alla promozione dei territori italiani in nome del Made in Italy nonché dei sapori del nostro Paese, rinomati in tutto il mondo. Il riferimento alle eccellenze italiane viene utilizzato come un invito a investire nel futuro.

Chiaramente questa rimane solo una selezione degli appuntamenti in programma. Per una visione onnicomprensiva è dedicato il sito Italy in US 2013 o quello dell’Ambasciata d’Italia a Washington; per gli utilizzatori di twitter è possibile seguire l’hashtag #2013ItalianYear.

Le celebrazioni sono già cominciate, ma il 2013 è praticamente ancora tutto davanti a noi: potremmo sembrare in ritardo, ma non per quel che in realtà ci interessa rimarcare: cioè come il nostro patrimonio (di cui ovviamente ne verrà celebrata solo una parte durante quest’anno), venga enfatizzato ed esaltato, come esempio di eccellenza, sempre fuori dai nostri confini e in questo caso addirittura oltreoceano. E come invece in Italia questo appaia sempre “roba” vecchia, o superflua, da intenditori, intellettuali e radical-chic, da topi di biblioteca non ancorati alla realtà attuale e non proiettati verso il futuro. E assolutamente, in tempi di crisi – ma anche antecedenti – come lo stesso risulti la prima “eccedenza” (e non eccellenza) da tagliare per mano dei nostri governi.

Abbiamo sentito e riportato le parole di Terzi: «La crescita economica non è possibile senza cultura». Quindi? Cosa stiamo aspettando per rendere concrete queste belle parole?

Benedetta Rutigliano

@bettyrutigliano

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