Anniversario di sangue al Cairo per la caduta di Mubarak

Il Cairo teatro di nuovi scontri: ieri un attentato suicida, oggi le manifestazioni, così si "festeggiano" i tre anni dalla fine del regime

cairo

Tre anni fa la caduta del regime (news24.it)

Il Cairo – Oggi ricorre il terzo anniversario dalla caduta del regime di Mubarak in Egitto e la giornata si è aperta con un attentato. Per la prima volta nella storia recente dell’Egitto, al Cairo un attentato suicida ha mietuto ben sei vittime, con un’auto che si è fatta esplodere nel centro della capitale. La città è praticamente blindata ma gli scontri proseguono e stanno mietendo numerose vittime.

LA PRIMA BOMBA – La giornata di sabato, ricorrenza della caduta del regime, si è aperta all’alba con una bomba che è stata piazzata al Cairo presso un’accademia della polizia. Ieri, invece, il primo attentato suicida per le strade del Cairo, con un’autobomba esplosa nel centro cittadino: secondo la prima ricostruzione, l’auto era imbottita di tritolo ed è esplosa davanti alla direzione della Polizia e della sicurezza nazionale.
Il bilancio, solo per ieri, è di 19 morti tra attentati e scontri: un bagno di sangue che non sembra destinato a fermarsi oggi.
Il terrorismo di massa, con possibile matrice jihadista, si è fatta nuovamente sentire in Egitto, dove aveva già colpito dal 1992 al 1997, anche in località turistiche di massa.

FRATELLI MUSULMANI – Dietro alle violenze che proseguono si intravvede la mano dei Fratelli musulmani; l’organizzazione partitica di matrice islamica fondamentalista, messa fuori legge dalla giunta militare, ha invitato alla ribellione contro l’attuale governo, convocando manifestazioni di piazza e radunando i sostenitori dell’ex presidente Mohamed Morsi, deposto il 3 luglio con un colpo di stato militare.
Gli attacchi da allora si sono intensificati e hanno avuto come obiettivo principale soprattutto stazioni di polizia ed edifici pubblici, chiaro segno della contestazione contro l’attuale regime militare che governa al Cairo.

SISI – Il ministero della difesa, generale Abdel Fattah El Sisi sarà probabilmente l’unico candidato alla presidenza nelle prossime elezioni ed è l’uomo più in vista dell’attuale governo. I suoi sostenitori sono anch’essi nelle piazze e inneggiano all’uccisione dei Fratelli musulmani, dando il via spesso agli scontri che poi sono sedati dalla polizia, proprio a danno della fazione musulmana.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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