Anniversario morte Jim Morrison. La rete impazza anche con la satira

ROMA – Sono inossidabili e ben radicati nella memoria collettiva, così come inamovibili dagli annali della storia del rock, i dischi dei The Doors, leggendaria band di rock-blues esplosa nella seconda metà degli anni ’60 grazie anche all’estro politicamente scorretto del suo leader e indimenticabile vocalist James Douglas Morrison, meglio noto come Jim Morrison, scomparso il 3 luglio del 1971 all’età di soli 27 anni per circostanze ancora non precisamente definite.

Non c’è bisogno di dilungarsi più di tanto perché è sempre stata la musica a parlare, prima ancora degli scandali, degli arresti e degli eccessi di cui tutti sanno anche più del dovuto, sottolineati in maniera consapevolmente allucinata anche dal cinema per film di fiction (l’altrettanto leggendario The Doors di Oliver Stone, 1991) o documentari (il recente When you’re strange di TomDiCillo, 2011). Dischi come l’esordio omonimo, Strange days, Morrison hotel o il commiato di L.A. Woman si esprimono per tutto e per tutti.

Ma ovviamente, trovandoci, in questo preciso istante, in piena era digitalmente mediatica, sono i social network ad essere letteralmente intasati ad ogni occasione di commemorazione. Non poteva mancare, allora, anche il caso del “Lizard King”.

Dunque, giù con migliaia di utenti che proprio oggi hanno letteralmente invaso Twitter e Facebook per ricordare Morrison attraverso la condivisione sia di fotografie che, soprattutto, di canzoni e frammenti di suoi versi. Su Twitter, in particolare, proprio le parole “Jim Morrison” sono salite tra le tendenze principali della giornata in virtù degli innumerevoli tweet postati dagli utenti.

Non è mancata, però, come di consueto, l’incursione goliardica che da diversi mesi a questa parte contraddistingue proprio la rete come principale strumento di diffusione anche di una certa satira che, onestamente, a tratti sfiora la perfezione se non il genio. In particolare Facebook ha visto nascere, poche settimane fa, una pagina-gruppo intitolata Le frasi che avrebbero voluto dire i personaggi famosi, sostanzialmente composta da ritratti, appunto, di noti volti appartenenti alla storia del pensiero umano con, accanto, assegnata una frase che, in definitiva, non dovrebbe essere attribuibile a tutto tondo al diretto interessato. Naturalmente, è toccato anche al compianto Morrison un così simpatico omaggio. A lui è stata, infatti, legata, non tanto una sezione proveniente da uno dei suoi versi più celebri quanto la seguente frase: “Sulla pasta col tonno non ci va il parmigiano”.

Stefano Gallone

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