Annegate 150 persone al largo della Tunisia

 

Il ministro dell'Interno Roberto Marono (lettera43.it)

Kerkennah, Tunisia – Sono 150 i cadaveri rinvenuti sulle spiagge tunisine dopo l’affondamento di un barcone di immigrati al largo di Kerkennah. La tragedia, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, aveva causato nei giorni scorsi un vero balletto di cifre tra dichiarazioni e smentite. La conferma ufficiale arriva però quest’oggi da Carole Laleve, dirigente dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati.

A lanciare l’allarme in un primo momento era stata la Croce Rossa, prontamente contraddetta dalla Guardia Costiera tunisina che, giovedì, aveva fatto sapere di aver recuperato “solo” 2 corpi, prima della scelta di sospendere le ricerche a causa del maltempo. Nelle ultime ore, tuttavia, il bilancio è tornato a salire, confermando come l’iniziale allarmismo fosse in realtà perfettamente giustificato. Lo stesso Laleve parla di «di uno degli incidenti più gravi e drammatici in termini di vittime quest’anno nel Mediterraneo». E molti dei passeggeri della barca risultano ancora dispersi.

La causa dell’accaduto potrebbe essere stata un banco di sabbia, a causa del quale il barcone si sarebbe incagliato. Dunque, un’avaria che ha scatenato il panico tra gli immigrati, probabilmente libici in fuga dalla guerra. L’intervento della Guardia costiera è stato piuttosto tempestivo ma alcuni dei piccoli  pescherecci usati durante le operazioni di salvataggio si sarebbero rovesciati per la troppa calca. 570 le persone tratte in salvo, almeno 200 quelle rimaste coinvolte nel naufragio dei mezzi di soccorso.

L’Italia, per ora, conferma senza dubbi il naufragio ma non si sbilancia sulle cifre. Il nostro Paese era con molta probabilità la meta finale di questo viaggio.

Doveroso dunque l’intervento di Roberto Maroni, che ha voluto richiamare, per l’ennesima volta, l’attenzione dell’Unione europea sulla questione dell’immigrazione: «Se l’Europa non fa nulla, a ottobre si rischia uno scenario dieci volte peggiore di quello attuale». Dal Festival dell’economia di Trento, il ministro dell’Interno ha quindi chiosato: « L’Unione deve varare un piano di sviluppo così da creare nei Paesi del Nordafrica sistemi economici integrati con quelli europei. Non credo che l’abbia compreso, viste le risposte alle nostre sollecitazioni a Bruxelles. E non c’è solo la questione degli irregolari da affrontare dal punto di vista della sicurezza».

Redazione

Foto homepage via: radiortm.it

 

 

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