Animali e musica: una questione di gusti

Vi siete mai chiesti se agli animali piaccia realmente ascoltare la musica? Sembra si tratti di gusti specie-specifici

cane che ascolta musica

Ma agli animali piace la musica? (www.tuttozampe.com)

Pascal Quignard scriveva: “La musica è semplicemente là per parlare di ciò di cui la parola non può parlare. In questo senso, la musica non è del tutto umana.” E perché non provare a pensare, allora, che le note di una canzone possano piacevolmente allietare anche le orecchie pelose dei nostri amici a quattro zampe? Lo avete forse sorpreso a scodinzolare o a fare le fusa mentre ascoltavate i Muse? Avete per caso notato una certa enfasi nel mulinello della ruota del vostro criceto, mentre strimpellavate un brano dei Pink Floyd? O ancora, avete casualmente pizzicato il vostro felino a sgranchire i muscoli in pieno relax sul divano, quando in casa aleggiava un’aria di Beethoven? Se così fosse, vi sarete anche chiesti – probabilmente in maniera incredula e confusa – : ma agli animali piace ascoltare la musica? Quali sono realmente gli effetti ch’essa produce sui migliori amici dell’uomo? Rievochiamo, ora, qualche aneddoto curioso, nel tentativo di dare qualche risposta a questi quesiti.

ANIMALI SINTONIZZATI SU FREQUENZE RADIO – E’ stata DogCatRadio.com, la prima mittente radiofonica statunitense a dedicare un’intera stazione agli animali domestici, con l’intento di animare in maniera insolita ed originale il loro lungo free time. Sin dal primissimo lancio, nel 2005, l’idea riscosse intenso apprezzamento da parte del pubblico; del resto si sa, l’idolatria americana per i propri animali non ha certamente eguali. Per altro, non bisogna tralasciare il carattere web della radio, quel che di fatto ha permesso la propagazione anche oltre i confini del continente, decretandone così il successo in tutto il mondo. Focus della trasmissione sono, ancor oggi, le diverse playlist musicali – selezionate dall’autore, Mr Martinez, ed i suoi soci – ognuna consacrata ad una determinata specie domestica tra quelle più diffuse. Quel che all’epoca, diede il via a questo nuovo format, è probabilmente l’aspetto più divertente ma al contempo interessante della storia. Pare sia stata proprio Snickers, la gatta di Mr. Martinez, a suggerirne l’idea, quando per rallegrarla, il padrone pensò bene di far partire la versione di Take me home tonight interpretata da Eddie Money. Il caloroso gradimento di Snickers si rivelò, invero, una fruttuosa intuizione per il suo proprietario.

Gatto che ascolta musica

Felino dai gusti raffinati (www.amando.it)

DELFINI AMANTI DEL ROCK – Accadde a Las Vegas, al Siegfried & Roy’s Secret Garden and Dolphin Habitate. Lo staff della magnifica riserva natura dichiarò, durante un’intervista, che i propri delfini si erano dimostrati grandi fan dei Radiohead. Pare che la musica di Thom Yorke, abbia avuto sui mammiferi acquatici più intelligenti al mondo, degli stravaganti effetti positivi, «soprattutto con il brano Lotus Flower» affermò l’istruttore, «Appena metto su quel pezzo vengono vicino al vetro, e i loro movimenti diventano più fluidi».

MUCCHE ALL’OPERA – Ciò che unisce i bovini alla musica è un legame che va al di là del puro apprezzamento disimpegnato e ricreativo; qui è una questione di affari. Alcuni studi condotti dall’Università di Madison nel Wisconsin dimostrarono che l’ascolto di musica sinfonica, sollecitasse un aumento della produzione di latte pari al 7,5%. Allo stesso modo, una statistica dell’Illinois dimostrò come il rendimento delle mucche nelle stalle adiacenti agli aeroporti fosse soggetto ad un calo esorbitante, proprio a causa del rumore.

criceto con le cuffie

Piccoli amici pelosi amanti della musica (www.bauboys.tv)

LA SCIENZA – Ma adesso affidiamoci pure alla scienza, chi meglio di lei può aiutarci a discernere la fantasia dalla realtà. E sarà lo studio del Dott. Snowden, professore di psicologia animale presso l’Università del Wisconsin a fornirci il responso che cerchiamo. La sua fu un’indagine singolare ma senz’altro affascinante, a cui partecipò anche David Teie, violoncellista della National Symphony Orchestra negli Stati Uniti. Il progetto mirò a dimostrare che gli animali possono effettivamente percepire le varietà di suono, purché vengano create secondo intervalli vocali e frequenze cardiache simili a quelli utilizzati nella comunicazione naturale di ciascuna specie. Gli scienziati hanno definito queste particolari musiche come “specie-specifiche”: si tratta di note, toni, ritmi e percussioni che rievocano ed imitano la vasta gamma sonora del loro linguaggio.

Ebbene, credevate che il vostro fosse un gatto dagli istinti colti e raffinati, o che il cane avesse un indole da duro del rock. É amaro scoprire che il vostro amico peloso è in realtà pressoché insensibile alla vostra musica, ma del resto lui ha i suoi gusti musicali specie-specifici, e come dicevano i latini: “De gustibus non disputandum est”.

Antonietta Mente

@AntoMente

 

 

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