Andrea Zorzi e il suo Avventuroso viaggio a Olimpia in scena a Firenze

L’ex-pallavolista Andrea Zorzi torna in teatro come narratore dell’ Avventuroso viaggio a Olimpia. A fargli compagnia sul palco l’Accademia Kataklò

Andrea Zorzi e il suo Avventuroso viaggio a Olimpia (foto: http://www.teatrodirifredi.it/it/stagione/)

Andrea Zorzi e il suo Avventuroso viaggio a Olimpia (foto: http://www.teatrodirifredi.it/it/stagione/)

Dopo l’entusiasmante successo de La leggenda del pallavolista volante, Teatri d’Imbarco presenta in “prima nazionale” al Teatro di Rifredi di Firenze, da questa sera fino a domenica 6 marzo, Avventuroso viaggio a Olimpia, scritto e diretto da Nicola Zavagli. Sul palco ritroviamo la coppia  formata da Andrea Zorzi, grande campione di pallavolo e ora sempre più attore/narratore, e la sua straordinaria compagna di viaggio, l’attrice Beatrice Visibelli. Con loro i danzatori di Accademia Kataklò nelle spettacolari coreografie firmate da Giulia Staccioli.

L’IDEA - L’idea nasce dal precedente spettacolo in cui si raccontavano la biografia dello stesso Zorzi e le gesta di quella nazionale di pallavolo che per dieci anni fu al vertice assoluto dello sport mondiale, che aveva in Velasco il suo condottiero e fu considerata “la squadra del secolo”. Eppure quella squadra tutto vinse tranne – per due miseri punti – il prestigioso oro olimpico. Da questa indimenticata, bruciante sconfitta, nasce l’idea dell’Avventuroso viaggio a Olimpia, ovvero un periplo alla ricerca dell’oro perduto. E il viaggio sarà verso quel luogo dove tutto nacque: l’antica Olimpia, dove per più di dodici secoli si sono celebrate le gare più incredibili della storia.

UN VIAGGIO NEL TEMPO NELLA GRECIA ANTICA - E per viaggiare dal mondo contemporaneo fino all’antica Grecia basterà una macchina del tempo. O meglio, una nave del tempo che, con la potenza dell’immaginazione, consentirà ai nostri eroi di salpare verso il mito. E con loro salperanno i danzatori, che disegneranno nello spazio immagini di suggestiva potenza, attingendo con dissacrante allegria dall’immenso repertorio dell’arte ellenica e rielaborando con nuova carica espressiva la folgorante bellezza del corpo atletico. Un viaggio d’avventure, quindi, in cui il campione sconfitto, come un novello Ulisse in cerca dell’oro perduto, verrà guidato dalla sua ironica compagna, a volte maga incantatrice, a volte guida comicamente oracolare. Salperanno alla ricerca delle ragioni di quella sconfitta e sarà una bella botta scoprire che a Olimpia chi arrivava secondo non valeva nulla, anzi veniva addirittura disprezzato. Solo il vincitore contava, e innalzato come un semidio alla gloria dell’Olimpo.

UMORISMO SMITIZZANTE - Lo spettacolo racconterà le Olimpiadi dell’antica Grecia con smitizzante umorismo, ricreando l’avvincente esperienza degli allenamenti, delle gare, delle feste in tutta la loro spettacolarità. Perché Olimpia era il più grandioso evento dell’antichità, con gare senza tempo come le corse, i salti, il lancio del disco e del giavellotto. Sarà messo a nudo quell’antico rito sportivo, inclusi i baccanali di mezzanotte dentro le tende del villaggio olimpico e gli allenamenti notturni sotto la statua di Eros. E arriveranno anche le sacerdotesse del piacere e la valle di Olimpia si animerà di una folla di appassionati, in cerca di sacro e di profano, di divertimento e amore, di mito e adrenalina.

INCONTRI CON UOMINI STRAORDINARI - E ci saranno incontri con personaggi straordinari come Platone, Socrate, Aristotele, che filosofeggeranno di sport. E grandi campioni come Milone di Crotone, il migliore dei migliori, famoso per le sue sette olimpiadi vinte. E Nerone, l’unico che riuscì a far spostare la data delle Olimpiadi in mille duecento anni di storia, che vinse tutto, corrompendo tutti. Sarà un viaggio per scoprire quanto profonda è la nostra eredità dai Greci, nel bene come nel male. Perché le Olimpiadi riassumono le tensioni più nobili dell’umanità, ma anche le sue eterne miserie. Sono uno straordinario patrimonio come i capolavori dell’arte. Offrono dunque la possibilità di riflettere – divertendosi – sul successo, la gloria, l’educazione, il corpo, la salute.

DIALOGO TRA DANZA E RECITAZIONE - Lo spettacolo sarà un dialogo tra attori e danzatori in una partitura unica che intreccia l’epicità della narrazione con le suggestioni della danza. Per un disegno coreografico nutrito dai capolavori del passato e realizzato dalla coreografa Giulia Staccioli, con i suoi danzatori diplomati all’Accademia Kataklò, la prima scuola italiana di alta formazione per performer di athletic theatre. Una danza, quella della Staccioli, riconosciuta per le sue originali e innovative produzioni con il progetto Kataklò Athletic Dance Theatre, protagonista alle Olimpiadi di Sidney, Torino, Pechino e in prestigiosi tour in Europa, Sudamerica e Asia.

Antonio Giordano 

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