Andrea Agnelli nuovo presidente della Juve

Il figlio di Umberto sarà il quarto Agnelli a ricoprire la carica di massimo dirigente del club bianconero

di Pietro Paciello

Andrea Agnelli

Il 29 aprile scorso, durante l’assemblea della Exor (ex IFI, ovvero la “cassaforte” del gruppo FIAT), John Elkann ha annunciato che sarà il cugino Andrea Agnelli il presidente numero 24 della Juventus, succedendo a Jean-Claude Blanc, che ha guidato il club torinese durante l’ultima stagione, una delle più fallimentari del club torinese, preso a pesci in faccia in Europa e in campionato, dove la qualificazione all’Europa League (senza dover passare per i preliminari estivi) è diventato l’obiettivo principale.

Classe 1975, studi ad Oxford e alla “Bocconi” di Milano, esperienze lavorative maturate alla Philip Morris International, alla Piaggio e al gruppo Auchan, fondatore ed amministratore delegato della holding “Lamse S.p.a.”, appassionato di golf (come buona parte dei rampolli delle grandi famiglie di industriali), nonchè consigliere federale della Federazione Italiana Golf, il secondogenito di Umberto Agnelli (che era stato l’ultimo della famiglia a ricoprire, fino al 1962, il ruolo di presidente della Juventus) è stato così presentato al cugino John Elkann: «Andrea non è solo un rappresentante della nostra famiglia, ma è anche una persona che ama la Juventus in modo genuino […] ha una reale esperienza nel mondo dello sport, ha lavorato in Juventus, Ferrari, con la Philip Morris per la parte sportiva».

Negli ultimi vent’anni di storia della “Vecchia Signora”, la carica di presidente aveva assunto un valore più onorifico che reale: dagli avvocati della famiglia Agnelli Vittorio Caissotti di Chiusano (1990-2003) e Franzo Grande Stevens (2003-2006) a Giovanni Cobolli Gigli (2006-2009), nessuno aveva lasciato un ricordo particolare in merito a strategie di mercato o di organizzazione della società, in quanto il tutto era delegato a personaggi come Boniperti e, soprattutto, la “triade” Moggi-Giraudo-Bettega per poi arrivare alla coppia Blanc-Secco, la cui gestione, finora, non ha lasciato il segno.

Pavel Nedved, ex campione bianconero

Sembrerebbe la nomina di un presidente-feticcio, che fa il paio con quella, avvenuta a fine 2009, di Roberto Bettega, l’unico (e meno importante) elemento della già citata “triade” a non essere stato spazzato via dalla vicenda “Calciopoli“, a vicedirettore generale con l’obiettivo di dare una scossa allo spogliatoio bianconero, in crisi di risultati, magari rievocando con la sua figura i fasti del periodo giraudian-moggiano. Sappiamo tutti come sia poi andata a finire…

Ma forse è un po’ prematuro azzardare giudizi: l’attaccamento del giovane Andrea al club di famiglia potrebbe essere un toccasana (e non solo a livello psicologico) per la Juventus, contestualmente all’opera di formazione del nuovo organigramma societario che vedrebbe confermato Blanc come amministratore delegato e l’arrivo di Marotta e Benitez rispettivamente nella veste di direttore sportivo e allenatore, nonchè il ritorno di una vecchia gloria come Pavel Nedved o come responsabile del settore giovanile o come consigliere personale di Agnelli.

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6 Risponde a Andrea Agnelli nuovo presidente della Juve

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    Adriano Ferrarato 06/05/2010 a 11:58

    Speriamo davvero che si arrivi ad una svolta. Questa stagione per noi tifosi bianconeri è stata davvero frustrante. Speriamo di tornare al più presto competitivi, anche se i problemi da risolvere sono ancora parecchi, a partire dal mercato estivo: la Juve va rifondata.

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    Pietro Paciello 06/05/2010 a 12:45

    La verità, Adriano, è una sola:ci vojono li sordi (sia per calciatori che per dirigenti com si deve)!!!!!!!

    Per questo ho scritto che forse la nomina di Andrea Agnelli potrebbe essere un toccasana non solo psicologico, essendo membro del Cda Exor, che detiene il pacchetto di mggioranza della Juve: vedremo (anche se ci credo poco)…

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    Adriano Ferrarato 06/05/2010 a 12:53

    Speriamo bene davvero……è dal 1996 che aspetto un’altra Champions League! ;-)

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    Pietro Paciello 06/05/2010 a 13:47

    A chi lo dici: e poi “c’ero anch’io” il 22 maggio del 1996 :)

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    Francesco Guarino 06/05/2010 a 14:19

    Scaramanzia, ma anche una netta inversione di rotta. Lo “stile Juve” è nato con gli Agnelli alla presidenza, e non è un caso che Moggiopoli sia scoppiata poco dopo la scomparsa di Umberto e Giovanni. Il repulisti post-sentenza è stato un bel segnale, ma da allora sul mercato la Juventus si è mossa poco e male. Quest’anno dubito che ci saranno grossi stravolgimenti, dato che le entrate per la Champions sono andate a farsi benedire. Temo che bisognerà fare cassa con qualche cessione eccellente: Buffon e Trezeguet?

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    Pietro Paciello 06/05/2010 a 14:41

    Secondo quanto ho letto, Francesco, oltre a Buffon e Trezeguet, dovrebbero preparare la valigie Camoranesi, Poulsen e Sissoko: quest’ultimo caso è spiegato dai raporti non idilliaci tra il maliano e Benitez ai tempi del Liverpool, nonchè dalla necessità di far posto a Mascherano (accompagnato da Kuyt).

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