Ancelotti, la “riconoscenza Real” e il “fascino” del Milan

Ormai dato per certo l'addio al Real, Ancelotti è considerato ad un passo dal grande ritorno al Milan. Romanticismo a parte però, le motivazioni sembrano mancare tutte

ancelotti

Carlo Ancelotti: l’allenatore del Real Madrid è dato a un passo dal Milan. Che sia l’ennesimo eccesso di ottimismo? (foto: stopandgoal.net)

«Se devo pensare a questi due anni vissuti nel Real, devo ammettere che ci sono stati momenti felici e momenti tristi, ma facendo un bilancio credo che i momenti belli siano stati di più. Alcuni forse sono stati i più belli di questo club». Parole e musica di Carlo Ancelotti, nel corso di quella che, a giudicare dalle parole usate, ha tutto il sapore dell’ultimo atto della sua biennale avventura madrilena. Una storia breve ma intensa, condita da una Coppa di Spagna, una Supercoppa Europea, un Mondiale per club, ma sopratutto lei, la decima Champions League, mica una qualsiasi, quella che i blancos inseguivano dal lontano 2002.

RICONOSCENZA? - Ma il Real Madrid è così, troppo vincente per non avere fascino, troppo importante per conoscere la riconoscenza. Un sentimento che i blancos hanno saputo provare solamente per due persone, Santiago Bernabeu e Alfredo di Stefano, e non stiamo qui a spiegarne i motivi. Il resto è un insieme di campioni, in campo come in panchina, di passaggio, ai quali non basterà aver vinto qualcosa per evitare la gogna al primo momento di difficoltà. Come fu per Fabio Capello, esonerato dopo uno scudetto, perchè il Real Madrid deve fare spettacolo, non giocare “all’italiana”. Così è stato per Ancelotti, addirittura contestato dai tifosi alle prime difficoltà avute ad inizio primavera, dopo una serie invidiabile di trofei.

DA MADRID A MILANO, E PERCHÉ? – Così, con ogni probabilità Ancelotti, dopo il triplice fischio della partita con il Getafe, saluterà Madrid, sostituito, a quanto pare, da Rafa Benitez. Ma che ne sarà del tecnico di Reggiolo? Voci sempre più insistenti parlano di Milan, in un ritorno di fiamma che potrebbe riprendere il filo del periodo più alto della sua carriera di allenatore. Forse però, è proprio questo romanticismo a creare la notizia, piuttosto che il contrario, come in realtà dovrebbe essere. Perchè, sentimenti a parte, quali motivi avrebbe oggi Ancelotti per tornare a vestire il rossonero dopo aver allenato Chelsea, Psg e Real Madrid?

DA MILAN A ..MILAN – Perchè, con tutto il rispetto per un club che può vantare un palmares d’eccezione, i tempi sono cambiati, e se Carletto è rimasto un top manager affermato, il Milan non è più il top club di un tempo, e non serve snocciolare numeri per dimostrarlo. Cosa dovrebbe portare ad ipotizzare un nuovo matrimonio i cui testimoni sarebbero, ad esempio, Honda, Poli e Destro? Non l’obiettivo scudetto, a meno che la dirigenza non decida di invertire drasticamente la rotta e preparare una campagna acquisti più che faraonica. Stesso discorso per la Champions League, il trofeo per cui Ancelotti praticamente vive, e che probabilmente non vorrà rinunciare a conquistare almeno un’altra volta. Ad essere sinceri, a spingere verso un nuovo rapporto c’è solo il romanticismo. Ma è risaputo che, anche nelle migliori storie d’amore, dopo un po’ l’incanto svanisce, e si torna a fare i conti con una quotidianità scandita da  Mexes, Zapata e Van Ginkel.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

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