Amministrative. I grillini fanno il botto. Pdl crolla. Udc sparisce

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Flavio Tosi e Leoluca Orlando

Lega in caduta libera, crollo del Pdl, risultati in chiaro-scuro per il Pd, Udc snobbato dagli elettori, straordinaria performance del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e del cavaliere solitario, Leoluca Orlando. E’ questa la fotografia della politica locale all’indomani del voto amministrativo. Le città più importanti.

Verona – Innarrestabile l’avanzata del sindaco uscente maroniano Flavio Tosi, 43 anni, riconfermato ieri al primo turno con più del 58% dei consensi. Una vittoria per il leghista che nella sua città correva con 7 liste a lui collegate. Ma un trionfo anche per la Lega Nord del futuro che, attraverso questo unico successo, vede consacrare ufficialmente il cambio di leadership e dare il via ad una effettiva nuova stagione del Carroccio a guida – è probabile – dell’ex ministro degli Interni, Roberto Maroni.

Genova – Manca per un soffio la conferma al primo turno il piddino Marco Doria, vincitore delle primarie contro la candidata del Pd, Roberta Pinotti, e del sindaco uscente, Marta Vincenzi. Doria al ballottaggio sfiderà Enrico Musso, professore universitario, dimissionario dal Pdl nel 2010 e in pista con una lista civica e il candidato del M5s, Paolo Putti.

Parma – Buon risultato per il candidato del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli, favorito anche dai guai giudiziari del sindaco dimissionario del Pdl, Pietro Vignali. Bernazzoli andrà al ballottaggio con il candidato “grillino” Federico Pizzarotti.

Palermo – Il portavoce nazionale dell’IDV Leoluca Orlando, 64 anni, già più volte sindaco di Palermo (dall’85 al 2000), sostenuto da Italia dei Valori, Verdi e Federazione della Sinistra, ha sbaragliato tutti gli altri 11 candidati sindaci in corsa. Dopo aver sorpreso il suo stesso partito decidendo 3 settimane dopo le primarie del centrosinistra di scendere in campo, ha ottenuto risultati eccellenti assestandosi sopra il 40% dei voti. La decisione era stata motivata dalle ombre di brogli sulle primarie che avevano visto la super favorita Rita Borsellino perdere per 161 voti contro il vincitore Fabrizio Ferrandelli, 32 anni. Orlando ora riposiziona nuovamente gli equilibri nel centrosinistra.

Monza –  Il patronato leghista vira verso il centrosinistra. Scanavatti Roberto supera il candidato del Pdl, Andrea Mandelli. Fuori dai giochi il candidato della Lega.

Pistoia – Ferma su posizioni di centrosinistra la città toscana dove è netta la vittoria di Samuele Bertinelli, 35 anni, sostenuto dal Pd e da altre sette liste.

Lecce – Rimane del centrodestra con la riconferma del candidato del Pdl Paolo Perrone. Al ballottaggio, invece, Rieti e Frosinone a Trapani e Agrigento.

Una sconfitta bruciante del Pdl. Così l’inviata dell’ANSA, Milena Di Mauro, commenta i risultati del popolo azzurro dopo il voto amministrativo. Una dato che risuona ancora più minaccioso per i vertici del partito se confrontato con il clamoroso successo del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo. Lo stesso vale per la Lega che – nonostante il brillante risultato di Verona – scompare in località che erano roccaforti della sua politica. Altro effetto deludente è quello del Terzo Polo che quasi sparisce dalle urne e che paga così le mancate alleanza non cogliendo i voti dei delusi né dell’una né dell’altra parte.

Anche il Pd non brilla. Nelle grandi città non sfonda ma visti i risultati degli sfidanti e un’affluenza in calo del 7%, si definisce vincitore.

L’immagine che emerge è quella di una geografia politica in trasformazione che si ripercuoterà sull’andamento del Governo Monti. Il presidente del Consiglio andrà certamente avanti con le misure di rigore ma dovrà farlo con una maggioranza relativa – il Pdl – che ormai è tale solo sulla carta e una maggioranza effettiva – il Pd – che adesso chiederà maggiore attenzione alle proprie prerogative. Nel mezzo gli scontenti dall’Esecutivo dell’una e dell’altra parte che, nei rispettivi partiti, faranno sempre più pressione per il voto anticipato prima che l’avanzata inesorabile dei grillini divori altre parti dell’elettorato.

Così l’umore del Pdl, il più penalizzato, ha già iniziato a farsi sentire nelle aule di Montecitorio. Il partito di Berlusconi afferma di non essere intenzionato a sfiduciare Monti  ma Alfano non pare così disposto all’immobilismo: per lui da oggi basta con i vertici dell’ABC. Niente più incontri ufficiali con Bersani, Casini e Monti.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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