Ambiente, la Francia è avanti: nasce l’agenzia della biodiversità

E l’Italia insegue con la legge sullo spreco alimentare in aula oggi

Il Ministro dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile Ségolène Royal (media.rtl.fr)

Il Ministro dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile Ségolène Royal (media.rtl.fr)

Parigi – Francia e Italia sono due Paesi affini e confinanti ma anche competitori in vari settori della sfera economica. Dal punto di vista ambientale entrambi i Paesi sono stati chiamati in maniera diversa ad agire da due grandi eventi internazionali fortemente volute dalle proprie cancellerie: la Cop21 di Parigi e l’Expo di Milano. Se l’evento mondiale parigino sta spingendo i transalpini a guidare il processo di transizione in Europa, l’Expo ha fatto molto meno per l’Italia, vista anche la natura commerciale dell’evento. Da ieri sera la Francia ha fatto un passo importante: l’Agenzia nazionale per la biodiversità sarà presto realtà.

L’ASSEMBLEA APPROVA – Ieri sera l’assemblea nazionale ha approvato la nascita dell’Agenzia Francese per la Biodiversità. Si tratta di una misura del più complesso disegno legge sulla biodiversità nonché uno degli impegni presi dal super Ministro dell’ambiente Ségolène Royal e dal Presidente della Repubblica Fraçois Hollande. L’approvazione di tale agenzia non fa esultare solo gli ambientalisti in Francia ma una maggioranza trasversale in un Paese che ha una sempre più forte coscienza ambientale.

LE RAGIONI DELL’AGENZIA – L’agenzia sarà attiva dal primo gennaio 2017, sarà pubblica e raggrupperà in un solo grande ente l’Ufficio nazionale per le acque e gli ambienti marini, il Laboratorio tecnico per gli spazi naturali, l’Agenzia delle aree marine protette e tutti gli enti parco nazionali. Lo scopo di questa agenzia sarà principalmente quello di promuovere azioni verso uno sviluppo che concili la protezione degli spazi naturali e della loro flora e fauna. Proprio ieri l’Assemblea ha ratificato il Protocollo di Nagoya, firmato in Giappone nel 2011, per regolamentare l’accesso alle risorse genetiche naturali e quindi la condivisione del loro uso. Il protocollo è entrato in vigore nel 2014, è stato ratificato dall’UE ma per esempio non dall’Italia.

Eccedenze alimentari (i.huffpost.com)

Eccedenze alimentari (i.huffpost.com)

L’ITALIA E LA SUA LEGGE SUGLI SPRECHI – Come è noto l’Italia che sblocca le trivelle per terra e per mare, l’Italia della terra dei fuochi, della poca raccolta differenziata  e del rischio idrogeologico, l’Italia dei ponti che cadono e delle discariche è parecchio indietro per ciò che riguarda l’ambiente rispetto ai cugini. L’Expo ha portato speculazione, un po’ di turismo ma poca coscienza ambientale rispetto a quello che ha fatto mediaticamente la Cop21. Nonostante ciò, il parlamento si appresta ad approvare oggi una buona legge anti spreco alimentare che vuole favorire il recupero e la valorizzazione delle eccedenze alimentari. Il riuso sarà favorito attraverso incentivi fiscali per imprese che cederanno gratuitamente le proprie rimanenze ad associazioni non-profit.  Entro 90 giorni dall’approvazione della legge, verranno fissate tutte le linee guida dal Ministero della Salute per evitare gli sprechi alimentari in tutti gli enti pubblici e sociali.

IL CIBO E LO SPAZIO DI MANOVRA EUROPEO – La legge sugli sprechi alimentari italiana sarà molto simile a quella che proprio la Francia ha approvato mesi fa. L’Italia così segue la buona pratica transalpina e non resta che auspicarsi che si faccia altrettanto per la protezione del territorio e della sua biodiversità, magari vigilando anche sulle potenziali minacce per i semi autoctoni provenienti dal Trattato di libero commercio o TTIP che si sta negoziando tra Bruxelles e Washington, argomento sul quale Francia e Italia risultano per lo meno poco attente.

Domenico Pellitteri

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