Ambiente: la Cina mette al bando i barbecue

(ecoblog.it)

Tutti sanno che la Cina ha gravi problemi legati all’inquinamento. Basta ricordare i risultati di uno studio pubblicato dalla scuola di sanità pubblica dell’università di Pechino e da Greenpeace: nelle quattro principali città cinesi, Pechino, Shanghai, Guangzhou e Xi’an, sarebbero 8572 le persone ad essere morte prematuramente nel solo 2012 a causa degli alti livelli di particolato (cioè l’insieme delle sostanze sospese in aria) di diametro inferiore a 2,5 micron presenti nell’aria. Il modo in cui il paese della grande muraglia intende risolvere il problema, però, è davvero particolare.

Secondo i mezzi d’informazione cinesi, le autorità hanno iniziato da agosto una dura battaglia contro i barbecue. Nella capitale, l’amministrazione locale ha costretto oltre cinquecento cuochi ambulanti a chiudere in quanto dotati di barbecue.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI - Questi piccoli commercianti però non saranno i soli a dover stare più attenti. Sarà ridotta, infatti, la circolazione degli autoveicoli attraverso il sistema delle targhe alterne che gli italiani conoscono bene. Inoltre, verranno chiuse le scuole quando il livello delle particelle PM 2,5 nell’aria supererà una certa fascia. L’obbiettivo è quello di diminuire il livello della particelle nocive di un quarto, cioè del 25%, entro quattro anni: nel 2017.

PRIME POLEMICHE – C’è però chi sostiene che il provvedimento riguardante gli ambulanti con il barbecue non è stato fatto solo per questioni ambientali. Sarà un caso, ma la maggior parte degli ambulanti appartiene all’etnia degli uiguri, una minoranza islamica che vive nel nord-ovest della Cina, in maniera particolare nella regione autonoma dello Xinjiang. Già nel 2009 gli uiguri subirono una pesante repressione. Uno scontro fra questa etnia e la polizia cinese aveva portato alla morte di quarantasei persone e all’arresto di 1.434. Più recentemente, un presunto attentato a piazza Tiananmen (una jeep schiantata contro dei passanti) è stato attribuito sempre agli uiguri.

Giacomo Cangi

foto: greenreport.it; ecoblog.it

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