Amanda Knox, un futuro da testimonial

PERUGIA – «Questi due ragazzi hanno ucciso per niente, ma hanno ucciso, ed è per questo che devono essere condannati al massimo della pena». E’ quanto ha detto ai giudici della Corte d’assise di Perugia, il pubblico ministero Manuela Comodi chiudendo il suo intervento al processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado 26 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher.

 

Quanto all’immagine proposta dalla difesa di un’Amanda “crocifissa dai media”, il pubblico ministero Giuliano Mignini ha osservato:  «all’inizio forse in parte sarà stato così, ma dalla sentenza di primo grado in poi ci vuole coraggio a sostenerlo».

«Lei – ha aggiunto Mignini – che ha una struttura pubblicitaria che è costata almeno un milione di dollari alle sue spalle. Avete mai visto un imputato che si affida ad una potente agenzia pubblicitaria? Io no e credo non lo vedrò mai più».

 

In effetti quello da testimonial potrebbe essere il futuro possibile per la Knox, almeno secondo quanto sostenuto da alcuni pubblicitari più in voga del panorama italiano e internazionale, tra cui Cesare Casiraghi, direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria “Casiraghi Greco &”.

Nel corso di “KlausCondicio”, il programma tv di Klaus Davi in onda su Youtube dal titolo “Bene, male: e’ marketing?”, Casiraghi ha affermato che, nel totale rispetto delle vittime, prenderebbe seriamente in considerazione la protagonista del giallo di Perugia come testimonial di prodotti da pubblicizzare.

 

«La cosa piu’ banale e semplice, ma sicuramente molto interessante – spiega Casiraghi – sarebbe proporre Amanda Knox come testimonial per i programmi e le serie televisive dedicati ai processi e ai grandi delitti. Avere un testimonial così per il lancio di questi prodotti sarebbe decisamente di grande impatto. Di fatto questi personaggi sono dei protagonisti che, sottoposti a una continua attenzione da parte dei media, entrano nelle case e nell’immaginario collettivo degli italiani”.

 

«È decisamente importante – continua Casiraghi – rendere più verosimili, più credibili e più drammatici i contenuti di una serie, visto che ce ne sono tante e si assomigliano tra loro. È necessario differenziarsi e questo potrebbe essere un punto di partenza».

Natalia Radicchio

Foto| via www.cinezapping.com

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