Amanda Knox, i perchè di un’estradizione che non avverrà mai

Tra rapporti diplomatici e tam tam mediatico, ecco le ragioni che prospettano l'impossibilità dell'estradizione per Amanda Knox

amanda knox

Amanda Knox

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati condannati rispettivamente a ventotto e venticinque anni per l’omicidio di Meredith Kercher nel processo in Corte di Assise di Appello di ieri. Una notizia che ha scatenato reazioni in tutto il mondo, specialmente negli Stati Uniti, dove Amanda si trova adesso. Intervistata in diretta tv, la ragazza americana ha affermato in lacrime: «Mi vogliono in prigione. Ma io sarò latitante».

LE PAROLE DI AMANDA – È infatti il tema dell’estradizione a farla da padrone dopo i commenti a caldo da parte dei protagonisti e dei giornalisti. «Nulla potrà cancellare l’esperienza di essere stata ingiustamente imprigionata e per questo io non tornerò mai più in Italia», dice Amanda Knox, ponendo una questione che va oltre un naturale istinto di conservazione. Il punto focale è  se avverrà, e in che modalità, l’eventuale estradizione della Knox.

IL MECCANISMO DELL’ESTRADIZIONE – Partendo da argomentazioni prettamente tecnico-burocratiche, il meccanismo dell’estradizione ha i suoi tempi, non certo brevi. Nel caso ci fosse una condanna definitiva da parte della Cassazione, l’intera procedura richiederebbe tra i sei e gli otto mesi di tempo. Una richiesta di estradizione che arriverebbe in via diplomatica al governo statunitense, sebbene non esista l’obbligo ma in realtà solo la facoltà per il Guardasigilli di inviare la richiesta. Di fronte ai rapporti di politica internazionale tra Stati, in questo caso tra due Paesi alleati e vicini come Stati Uniti e Italia, anche faccende di carattere internazionale possono non essere rispettate. Per non parlare dell’atteggiamento notorio del governo americano nel rimanere fermo sulle proprie posizioni. Anche in fatto di estradizione.

RISCHIO CRISI DIPLOMATICA? – Parlare di un eventuale crisi diplomatica tra Usa e Italia per il caso Knox pare piuttosto azzardato, ma credere che gli Stati Uniti prenderanno una posizione netta sull’esito dell’estradizione è cosa molto probabile. Senza scomodare la strage di Cermisepisodio circoscritto ai reati militari – ad avere un ruolo importante nella vicenda è il tam tam mediatico che negli Stati Uniti è nato attorno al personaggio di Amanda. Milioni gli americani appassionati alla vicenda e certi della sua innocenza. Dettaglio non da poco considerando inoltre lo scarso appeal dell’attuale governo, nonostante una parte dell’opinione pubblica stia cambiando parere sulla colpevolezza della ragazza.

UN’ESTRADIZIONE CHE NON CI SARA’ MAI – Si aggiunga che tra le varie ragioni esistenti per un rifiuto di estradizione gli Stati Uniti potrebbero appellarsi al Double Jeopardy, un principio del Common Law secondo cui un imputato non può essere giudicato due volte per lo stesso reato, e la vicenda assume prospettive piuttosto chiare: le condanne di Amanda Knox e Raffaele Sollecito in Cassazione seguite da un’estradizione che non ci sarà mai.

Gian Piero Bruno

@GianFou

 

 

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Una risposta a Amanda Knox, i perchè di un’estradizione che non avverrà mai

  1. avatar
    Carlo Popper 21/11/2014 a 10:27

    Non e’ corretto. Il trattato di estradizione contiene gli elementi che servono per decidere e la double jeopardy , ne bis in idem, e’ prevista solo se l’imputata e’ gia’ stata processata per lo stesso reato in USA, cosa che non e’ avvenuta. Peraltro, tale andamento (condanna, appello con assoluzione corte che cancella appello e poi conferma condanna) non sarebbe double jeopardy neppure negli USA. Un ministro della giustizia richiedera’ certamente l’estradizione di un assassino comune perche’ non ci sono questioni politiche in questi casi. La corte che fara’ l’udienza di estradizione deve attenersi al trattato e valutare la probable cause, un ostacolo molto lieve visto che la Knox sarebbe gia’ condannata. In seguito la politica, nella persona del segretario di stato, deve decidere, ma nel frattempo la persona da estradare e’ in prigione federale e comunque non vi sono questioni politiche da considerare in caso di assassini comuni, come non vi sono paletti legali. In teoria tutto e’ possibile, in lratica al 99pct la condannata per omicidio sara’ estradata perche’ nulla osta. L’articolo sopra quindi e’ errato.

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