Alopecia maschile: quando la genetica gioca a nostro sfavore

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L’alopecia maschile è sicuramente una delle maggiori problematiche per l’estetica degli individui che ne soffrono. È un problema che, purtroppo, agisce indiscriminatamente e con scarso preavviso: la genetica può infatti stabilire, da sola, chi è destinato a soffrire di calvizie e chi invece potrà vantare una chioma fluente fino alla terza età. Di contro, con la giusta informazione si può comunque capire come porvi un freno. L’importante è agire per tempo.

Qual è la causa più frequente dell’alopecia maschile?

L’alopecia è in primo luogo dovuta dalla presenza o meno di determinati geni, ciò vuol dire che il patrimonio ereditario è spesso la principale causa della caduta prematura dei capelli e delle fatidiche stempiature. Naturalmente il fattore genetico, seppur determinante, non è l’unico ad incidere sulla perdita dei fusti e sull’alterazione del ciclo di vita dei capelli. Il filamento tende infatti a miniaturizzarsi per poi non ricrescere più, anche a causa di altri elementi propri dello stile di vita dell’individuo: ad esempio l’ansia e lo stress (alopecia ansiogena), ma anche un’alimentazione priva di minerali e di antiossidanti. Oltre a questi, troviamo altri fattori come il consumo di sigarette e la mancata protezione dai raggi UV del sole.

Come si sviluppa la miniaturizzazione dei capelli?

La miniaturizzazione dei fusti è un processo graduale che vede il capello assottigliarsi sempre di più, fino a sparire del tutto, a causa della mancata ricrescita dal bulbo pilifero. È durante queste fasi che bisogna intervenire, prima che la situazione si faccia irreversibile: quando la fase anagen si dimezza (a due anni), significa che il capello sta avendo dei problemi. Quando cala a sei mesi, si entra nella fase displasica, caratterizzata da una miniaturizzazione sempre più evidente. Da tre mesi a un mese, questa fase è talmente avanzata da rientrare nelle casistiche di alopecia o vellus (ovvero quando il capello è finissimo e bianco).

Come porre un freno alla calvizie?

Le abitudini alimentari sono molto importanti, in quanto è tramite il cibo che assumiamo quei nutrimenti fondanti per la salute e la crescita dei capelli: i cibi a base di oligo-elementi, vitamine e proteine, dunque, non dovrebbero mai mancare nella dieta. Anche gli integratori svolgono un ruolo di primo piano, poiché vanno a sopperire le eventuali carenze alimentari. È quindi consigliabile scegliere l’integratore più efficace per risolvere il proprio problema e per farsi un’idea delle varie soluzioni si può ad esempio andare online e visitare il sito di Bioscalin, una casa farmaceutica da anni in prima linea per questa problematica che propone diversi integratori, più vari prodotti correlati. Altri rimedi da associare all’uso di integratori possono essere i trattamenti a base di cheratina, i massaggi ai follicoli e gli impacchi nutrienti per la chioma.

Trapianto: è una soluzione percorribile?

Il trapianto di capelli è una soluzione senza dubbio percorribile che possiede i suoi pro e i suoi contro: intanto è bene specificare che non è definitiva, in quanto dopo un paio di anni il cuoio capelluto tende nuovamente al diradamento. Inoltre, è una procedura piuttosto costosa e dolorosa, considerando che la degenza post-operatoria non è affatto semplice da affrontare. Va comunque detto che il paziente può trovare un grande beneficio psicologico da questa soluzione, a patto che sia compiuta da uno specialista.

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