Almost Human, la nuova serie sci-fi prodotta da J.J. Abrams

I due protagonisti: Karl urban e Michael Ealy (www.cinefilos.it)

I due protagonisti: Karl urban e Michael Ealy (www.cinefilos.it)

Nel panorama televisivo attuale, a parte qualche icona storica come Doctor Who, la science fiction, non sta di certo dando il suo meglio. Dopo anni in cui abbiamo visto prodotti – almeno inizialmente – di alto livello come X-Files, Lost, Battlestar Galattica, Fringe rivoluzionare la storia del genere, cambiandone spesso le regole e creando intorno alla loro evoluzione una sorta di mito, ora ci troviamo in un momento di stallo.

Prodotti molto più vicini al genere fumettistico come Arrow o catastrofista come Revolution non possono, infatti, avvicinarsi neanche lontanamente alle serie sopra citate perché, al di là del rating, non ne hanno la forza innovativa. La differenza fondamentale tra sci-fi series di consumo e quelle cult è che, a prescindere delle critiche ricevute o della delusione dei fan dopo la loro conclusione, le seconde sono ancora dei punti fermi che, anche solo per essere valutate negativamente, ricorrono nei discorsi dei fan perché nel bene o nel male avevano quel quid necessario a renderle uniche. Quanto poi questa loro forza innovativa sia sopravvissuta negli anni è un’altra storia. Quello che è certo è che al momento nulla di ciò che va in onda sui canali americani e tanto meno italiani ha quella spinta propulsiva che lo porterà ad essere ricordato per decenni.

In questo momento in cui tra l’altro al cinema lo sci-fi va molto bene, si va a posizionare Almost Human, la nuova produzione Fox targata, non a caso, J.J. Abrams. D’altra parte il produttore è praticamente ormai un’icona del genere, anche se il suo lavoro viene spesso criticato, se non altro per la tendenza ad abbandonare le sue creature. Forte dei successi di Star Trek, con il nuovo capitolo di Star Wars in preparazione, J.J. Abrams torna alla televisione per sviscerare il più classico dei temi fantascientifici, quello della robotica.

Creato da Joel Howard Wyman, showrunner di Fringe, Almost Human, racconta la storia di John Kennex (Karl Urban), un poliziotto che in un conflitto a fuoco, lasciato solo dall’androide incaricato di proteggerlo, ha subito la perdita di un arto, poi sostituito da uno artificiale. Dopo 17 mesi di stop, l’agente torna in dipartimento e, suo malgrado, viene affiancato da un nuovo robot. Tempo di salire in auto, minacciare di fare rapporto e il nuovo compagno, viene scaraventato fuori dal mezzo, in corsa. Di fronte a questa difficoltà di relazione, il dipartimento decide di affidare a John un tipo differente di macchina che, seppur difettosa, sembra più adatta alle esigenze del detective. Dorian (Michael Ealy) è, infatti, un robot che, per un qualche problema di progettazione, prova sentimenti ed emozioni. Da un lato l’uomo reso difettoso da una macchina e dall’altro la macchina che è nata difettosa a causa dell’uomo trovano, così, il modo di fare il loro sporco lavoro di poliziotti.

Almost Human dal 17 novembre su Fox  (www.cinefilos.it)

Almost Human dal 17 novembre su Fox (www.cinefilos.it)

La serie, che andrà in onda dal 17 novembre su Fox, pesca quindi in modo abbastanza esplicito dal mondo del grande Isaac Asimov. John, infatti, incarna il tipico personaggio dell’autore che odia i robot e giudica il loro massiccio utilizzo superfluo se non addirittura dannoso. Dorian, invece, non può non ricordare Andrew de L’uomo bicentenario per la capacità di provare sentimenti e per la forza con cui, da reietto, protegge il genere umano. Anche se la certezza prima della messa in onda non è possibile e il condizionale rimane d’obbligo, è chiaro che la serie indagherà i temi del rapporto uomo-macchina e probabilmente giocherà (se non deciderà proprio di infrangerle) con le quattro fondamentali leggi della robotica per costruire la sua trama. Inoltre, gli stessi produttori hanno precisato che, seppur con un’ambientazione futuristica, il telefilm è strutturato come una serie poliziesca procedurale alla NYPD Blue. Di conseguenza è probabile che la serie non ci risparmierà, oltre ad una buona dose di effetti speciali già visibili nel trailer, un po’ di sana violenza e tanta, forse troppa, azione.

La speranza rimane quella che dietro a tutta questa impalcatura fatta di alta tecnologia e colpi di scena ci sarà anche l’aspetto più interessante del genere sci-fi, ossia lo svisceramento dei grandi temi morali e sociali che da sempre spingono l’umanità a indagare se stessa, i propri limiti e le infinite possibilità di cambiare il mondo in cui si è evoluta.

Elisabetta Tirabassi

foto: fox.com

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