Allergie autunnali: muffe, acari, pollini e frutta secca

In aumento i casi di allergie autunnali (tgischia.it)

In aumento i casi di allergie autunnali (tgischia.it)

Le allergie autunnali sono in costante aumento. Chi soffre di questi disturbi sa che alle manifestazioni primaverili si associano sempre più spesso quelle di settembre e ottobre, quando iniziano a circolare i nuovi pollini. Gli allergeni autunnali sono leggermente diversi da quelli primaverili ma possono essere ugualmente fastidiosi. E così i soggetti allergici tornano a fare i conti con i problemi respiratori, il naso che gocciola, la lacrimazione frequente, i fastidiosi pruriti, tanti starnuti, la tosse e l’emicrania.

I pollini sono le cellule riproduttive maschili prodotte e liberate dalle piante durante la fioritura che tramite il vento raggiungono altre piante per fecondarle. E proprio durante la fioritura l’aria si satura dei minuscoli granelli di polline e si scatenano reazioni allergiche in chi è sensibile a questi.

Le piante che impollinano in autunno sono la parietaria, l’ambrosia, l’assenzio selvatico e le graminacee, tutte infestanti e selvatiche. La parietaria, è una pianta parente dell’ortica, che vive su vecchi muri e in aree incolte, liberando il polline da marzo a giugno, e dopo una pausa di qualche mese ancora con le prime piogge di settembre e ottobre. Il suo polline è particolarmente insidioso perché sottilissimo e penetra in profondità nell’apparato respiratorio fino a causare l’asma. Poi c’è l’ambrosia, che è l’allergene principale di questa stagione. La sua impollinazione inizia ad agosto e prosegue per tutto l’autunno. È una pianta originaria dell’America del nord e si è diffusa in Europa recentemente. Una delle ipotesi è che sia giunta da noi durante la seconda Guerra mondiale trasportata dagli aerei americani. È  molto diffusa nel nord Italia, nella pianura padana, e si trova lungo le strade, le vie sterrate e in generale in aree incolte e abbandonate. Ed è tanto sottile da viaggiare con il vento anche per centinaia di chilometri. Anche l’assenzio selvatico, che è una pianta invadente e vistosa che si presenta come un grosso cespuglio alto e largo, fiorisce con piccoli fiorellini gialli riuniti a pannocchia e produce una gran quantità di polline tra luglio e ottobre. Pure le graminacee, che si trovano in quasi tutti i prati e i pascoli, fioriscono tra settembre e ottobre. Sono delle piante erbacee di cui esistono circa 500 varianti e in Italia ne sono presenti 350. Tutti i cereali destinati all’alimentazione sono graminacee (canna da zucchero, riso, mais, orzo e grano), ma quelle che causano problemi allergici sono il logliarello, l’erba codolina, l’erba canina, la bambagiona e il paleo odoroso.

Gli acari della polvere somigliano a microscopici ragni (ulss.tv.it)

Gli acari della polvere somigliano a microscopici ragni (ulss.tv.it)

Infine ai pollini si aggiungono le muffe che proliferano negli ambienti umidi interni ed esterni: negli scantinati, nei bagni, nei giardini e ai bordi delle strade e gli acari della polvere, che sono piccolissimi insetti, che si diffondono tanto negli umidi mesi estivi quanto con i primi freddi autunnali quando diventa necessario riscaldare gli ambienti accendendo l’impianto di riscaldamento. Per gli studenti e gli insegnanti a questi si aggiunge la polvere del gesso.

Normalmente per trattare queste allergie si usano farmaci cortisonici, antistaminici e decongestionanti. Alcuni possono essere acquistati senza prescrizione medica ma è sempre conveniente consultare un dottore prima di usare un medicinale anche perché potrebbe risultare utile affidarsi ad una terapia di desensibilizzazione che si effettua solo in centri specializzati. Chiaramente nei periodi critici bisognerebbe adottare comportamenti corretti come viaggiare in auto con i finestrini chiusi, se si va in campagna o in motorino usare una mascherina specifica per pollini e se possibile rimanere in casa con le finestre chiuse nei momenti in cui la conta pollinica è alta, ovvero tra le 10 e le 15. Per quanto riguarda gli acari bisogna tenersi lontano dalla polvere e usare copricuscini e coprimaterassi idonei, pulire i condotti dell’aria e cambiare i filtri prima di azionare l’impianto di riscaldamento ad aria calda, usare la mascherina anti-acari mentre si pulisce casa e utilizzare un umidificatore per mantenere un livello di umidità dell’aria fra il 35% e il 50%.

Infine in autunno maturano numerosi frutti secchi come mandorle, nocciole e noci e anche i semi di arachide, le castagne i cachi con fichi e uva che sono i principali responsabili di allergie alimentari che frequentemente esplodono nel mese di settembre e che hanno una sintomatologia simile a quelle causate dai pollini.

Nel caso in cui si verifichino i sintomi tipici delle reazioni allergiche conviene non fidarsi mai delle autodiagnosi ma affidarsi alle cure di un medico che tramite i test cutanei può individuare la natura dell’allergia  ricercare gli anticorpi specifici.

Antonella Nalli

Foto: allergiastop.it, ulss.tv.it, tgischia.it

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