Allarme protesi al seno in Francia: causano tumori, andranno rimosse

Parigi - ”Scoppia” in Francia il caso protesi difettose. E’ proprio questo il termine più adatto da utilizzare per quello che sta accadendo in queste ore in terra transalpina.
Al piu’ tardi entro il 24 dicembre le autorita’ sanitarie francesi potrebbero chiedere a 30mila donne di farsi togliere le protesi al seno di tipo ‘Pip’ (Poly implants prothe’ses). La notizia, riportata dai media locali, e’ stata confermata sul giornale ‘Liberation’ da Agne’s Buzyn, presidentessa dell’Istituto nazionale per il cancro, e da Jean-Yves Grall, direttore generale della Sanita’. Il provvedimento potrebbe essere ritenuto necessario dopo che sono saliti ad otto i casi di cancro sospetti tra le donne portatrici di protesi al seno di tipo ‘Pip’.

L’allarme si è spostato in Italia e il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha convocato d’urgenza il Consiglio Superiore di Sanità per avere una valutazione richiesta “con carattere di urgenza”.
Secondo una stima in Italia “potrebbero essere tra le 4mila e le 5 mila le protesi Pip impiantate” sottolinea il chirurgo plastico Giulio Basoccu, dell’Università La Sapienza di Roma. Le protesi fabbricate dal 2001 dall’azienda francese Pip, e fuori dal mercato da circa due anni, sono finite sotto accusa perché fabbricate con silicone diverso da quello dichiarato alle autorità sanitarie e destinato invece a usi industriali.

Nel frattempo il ministero della Salute ricorda che il 1 aprile 2010, con una circolare, lo stesso dicastero invitava gli operatori sanitari a non usare questi dispositivi, dopo che il 30 marzo 2010 l’Autorità francese aveva comunicato il ritiro delle stesse protesi. Nella circolare, sottolinea il ministero della Salute, si invitava a “mettere in quarantena” le protesi Pip e a “segnalare eventuali incidenti”. Contemporaneamente era stato chiesto ai Nas di verificare la presenza sul territorio nazionale del prodotto e di operare affinché non potesse essere più distribuito.

Questo accade perché le protesi Pip, di costo contenuto, è probabile siano state utilizzate specie in strutture non altamente qualificate o ambulatori chirurgici che non rilasciavano cartelle cliniche. La difficoltà oggi potrebbe dunque essere quella di riuscire a risalire a tutte le pazienti che hanno avuto questi impianti.

 

Davide Lopez

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