Alitalia, 994 licenziamenti. Crisi occupazionale senza precedenti

Il taglio del personale di Alitalia frutto dell'accordo tra l'azienda e i sindacati, tra i quali solamente la Filt-Cgil si è rifiutata di firmare

alitaliaSi fa sempre più grave la crisi occupazionale nel nostro Paese. Ad aggravare la situazione, la decisione presa da Alitalia di far partire, dal trentuno ottobre prossimo, 994 lettere di licenziamento per i dipendenti che non avevano aderito alla mobilità su base volontaria. Una misura compresa tra le condizioni poste da Etihad per entrare nel capitale della compagnia aerea, e che colpirà 879 addetti di terra, sessantuno piloti e cinquantaquattro assistenti di volo.

ACCORDO CON I SINDACATI – Il taglio del personale deriva da un accordo firmato nella notte tra l’azienda e i sindacati di categoria Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo. Il documento non è stato invece firmato dalla Filt-Cgil, che già non aveva aderito all’accordo quadro del dodici luglio scorso. I licenziamenti previsti si vanno a sommare agli altri settecento lavoratori che hanno già lasciato l’azienda, compresi coloro che hanno optato per la mobilità volontaria, e quelli che avevano raggiunto i requisiti pensionabili.

UN PAESE IN MOBILITÀ – L’esplosione della crisi occupazionale di Alitalia segue di qualche mese gli analoghi eventi che stanno coinvolgendo l’Ast, Acciai Speciali Terni, proprietà della Thyssenkrupp. Anche nel capoluogo umbro la situazione rimane drammatica, con 537 lavoratori che, verso la fine di dicembre, riceveranno la lettera di licenziamento. Al momento le trattative tra le istituzioni e la Thyssenkrupp non sembrano poter dare gli effetti sperati, mentre i lavoratori hanno annunciato uno sciopero ad oltranza, comprendente il blocco delle portinerie e l’occupazione di Palazzo Spada, sede del Comune di Terni.

CRISI OCCUPAZIONALE – Le situazioni di Ast e Alitalia rappresentano un grave sintomo di una crisi occupazionale di enormi proporzioni, alla quale è necessario che il governo risponda in maniera decisa, ponendo in cima alla lista delle sue priorità la salvaguardia dei posti di lavoro. Un obiettivo che, al momento, sembra ben lontano dall’essere raggiunto.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

 

foto: sostenitori.info

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