Alice Cooper l’instancabile

Ventiseiesimo album in studio per Alice Cooper, al secolo Vincent Damon Furnier, uno dei pionieri del rock duro, da decenni fonte di ispirazione per centinaia di band. Gli inizi della sua carriera risalgono addirittura agli anni ’60 e da allora l’infaticabile cantante non ha mai smesso di sfornare un album dopo l’altro e di cimentarsi in lunghissimi tour, per la gioia dei suoi numerosissimi fan nel mondo. Alice Cooper è un personaggio fondamentale nella storia del rock duro: dotato di una fortissima personalità e di un carisma più unico che raro, Cooper è stato probabilmente il primo ad unire la musica rock con la teatralità ed il gusto dell’eccesso, finalizzato al solo scopo di scioccare il pubblico. Effetti scenici, fiamme, finte decapitazioni, giganteschi palloni gonfiabili che rotolano sul pubblico, finta necrofilia, serpenti, sono tutti elementi che hanno fatto compagnia al cantante durante i numerosi decenni della sua carriera e sono stati una fonte di ispirazione immensa per numerosissime band dopo di lui, come ad esempio Kiss, W.A.S.P. King Diamond, Marylin Manson, White Zombie. La lista potrebbe continuare all’infinito, segno dell’importanza e dell’impatto avuto da Alice Cooper nella storia del rock.

 

Non solo fumo ma anche tanto arrosto: famoso per l’immagine scioccante, Alice Cooper ha sempre prodotto ottima musica e questo nuovo Welcome 2 My Nightmare (seguito del celebre concept album Welcome to my Nightmare, uscito nel 1975) ne è la dimostrazione: 53 minuti di ottima musica, ben suonata, originale ed ottimamente prodotta da Bob Ezrin.

 

Si parte con I Am Made of You, riflessiva e cadenzata, ed uno delle canzoni migliori del lotto. Una semi-ballad in apertura di disco potrebbe stonare. Alice Cooper può permettersi questo ed altro e questa scelta non stona affatto nell’economia generale del disco che prosegue con l’ottima Caffeine, dove il cantante preme l’acceleratore in un pezzo tosto ed orecchiabile. The Nightmare Returns costituisce una breve introduzione per A Runaway Train, una canzone che va a pescare direttamente alle radici del rock, con echi Dylaniani e Zeppeliniani. La piacevolissima Last Man on Earth ha un ritmo quasi swing, dimostrazione della versatilità artistica del cantante. The Congregation inizia con una chitarra acustica che sfocia in un successivo riffone rock dal sapore molto british e molto 90’s, mescolato ad un glam rock losangeliano. Alice Cooper gigioneggia divertito tra un genere e l’altro e l’effetto è piacevolissimo: non vi sono “salti” e discordanze tra i vari brani, e il disco fila via liscio, omogeneo e spontaneamente ben studiato.

La successiva I’ll Bite Your Face Off sembra quasi un plagio dei Rolling Stones e la stessa voce di Alice ricorda (tributo o canzonatura?) quella di Mick Jagger. Disco Bloodbath Boogie Fever rappresenta forse l’apice di eclettismo del disco: un intro che sembra uno scarto degli ZZ Top elettronici degli anni ’80 sfocia in un cantato quasi dance anni ’90 e si conclude con un finale di tiratissimo heavy metal, con un ottimo riffone portante con voce e linee soliste di chitarra che si alternano affiatate. Con Ghouls Gone Wild si respira l’odore degli anni ’50 e dei primi Beatles, mentre con Something to Remember Me By arriviamo alla classica ballata che da un po’ di anni a questa parte non manca mai nelle produzioni dell’artista originario di Detroit. When Hell Comes Home presenta un tosto riff iniziale quasi Stoner e si mantiene pesante e cadenzata per tutta la sua durata. What Baby Wants ha un sapore moderno ed elettronico, e vede la presenza della cantante Kesha in veste di corista. I Gotta Get Outta Here è un rock cadenzato e orecchiabile che anticipa la strumentale e conclusiva The Underture.

 

Un ottimo disco, omogeneo, ben suonato e molto ispirato, nel quale l’instancabile Alice Cooper gigioneggia come non mai, dimostrando per l’ennesima volta che ce ne sono pochi come lui in giro e nonostante i 63 anni di età, può ancora dare il pagone (per dirla alla Guido Meda) a tanti giovani sbarbatelli dei giorni nostri che dopo un paio di album discreti si credono già grandi star.

 

Concludiamo ricordando agli appassionati gli impedibili ed imminenti concerti in Italia di Alice Cooper. Biglietti in prevendita sul circuito Tickeone:

 

12 ottobre: Roma, Atlantico
13 ottobre: Padova, Gran Teatro Geox
14 ottobre: Trezzo sull’Adda (Mi), Live Club

Alberto Staiz

 

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