Alfano: ‘Impossibile accantonare Berlusconi’

ROMA – Semplice e diretto è il messaggio che Angelino Alfano, segretario del Pdl, lancia dal palco della kermesse organizzata da Gianfranco Rotondi a Saint Vincent. «Accantonare Berlusconi? Una condizione impraticabile ed ingiusta». Non si sfalda, insomma, la continua e solida difesa in favore del presidente del Consiglio, tanto da spegnere i clamori relativi alla possibilità di un raffreddamento di rapporti.

Sulla questione della legge elettorale, inoltre, Alfano non intende «tornare indietro sul bipolarismo, una condizione di democrazia trasparente in cui chi vince governa e chi perde va all’opposizione. Bisogna restituire ai cittadini il diritto di scelta del parlamentare ma anche del premier».

Per contro, Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, intervenendo alla trasmissione di Rai Tre In mezz’ora, sostiene che «non c’è una sola legge fatta per la giustizia. Sia il processo breve che le intercettazioni sono cose che interessano solo Berlusconi». E sul ddl intercettazioni «il testo della legge è peggiorato perché Berlusconi si presenta a tutti con la faccia da garantista, ma non lo è e questa legge lo dimostra [...] Io avevo cercato di restituire alla stampa il diritto di cronaca, ora la legge l’ha stravolta».

Riguardo, invece, l’ipotesi condono, è Umberto Bossi a dichiarare: «Non ho capito perché. Forse vogliono i soldi per fare nuove leggi, ma non ne so di più». Riferendosi, invece, al premier Berlusconi, poi, il senatur si chiede «senza Berlusconi, dove andiamo? Chi piglia i voti? Scajola? Berlusconi lo avete trasformato in un criminale ma a una bella fetta di gente è ancora abbastanza simpatico. Prendere i voti è una cosa difficile».

E sull’ipotesi di elezioni anticipate, sempre Bossi è convinto che «prima bisogna fare la legge elettorale, poi ridurre il numero di parlamentari, operazione per la quale abbiamo già presentato la legge in Cdm».

Per Ignazio La Russa, invece, il condono «non è il diavolo, ma dobbiamo discuterne senza preconcetti e senza schieramenti etici. I condoni non sono soluzioni semplici perché producono effetti anche negativi, e quello fiscale potrebbe finire con il rallentare la lotta all’evasione. Sono misure giustificabili solo in momenti straordinari, per cui non bisogna demonizzare o criminalizzare alcuna soluzione. Non è che il condono è il diavolo e la patrimoniale la salvezzao viceversa, anche perché potrebbero addirittura finire per esserci entrambi».

Ma il ministro dell’economia Giulio Tremonti frena e dice no al condono perché non solo frenerebbe la lotta all’evasione ma aumenterebbe anche il deficit. Ma nel Pdl, per tramite di Fabrizio Cicchitto, c’è la convinzione che questa soluzione possa servire ad abbattere il debito. Per il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, invece, la parola “condono” è da cancellare dai vocabolari di lingua italiana perché «immorale», come sostiene anche Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, per il quale «la credibilità dell’Italia va ogni giorno più giù».

(Foto: politica.liquida.it / danielecamilli.it)

Redazione

 

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