Alfano, i vu cumprà e quell’Italia maleducata

venditore ambulante

“Credo che tutti gli italiani siano parecchio stanchi di essere insolentiti dai vu’ cumpra’ nelle spiagge”. Questa la frase pronunciata dal ministro dell’Interno Angelino Alfano contro i  venditori ambulanti in occasione della presentazione dell’operazione Spiagge sicure. Una frase che nel giorno dell’elezione di Carlo Tavecchio a presidente della Figc  non può che scatenare ulteriori polemiche. Ma nessuno ha detto ad Alfano, che lo ha scritto su Twitter per essere sicuri che non venisse ignorato, che il termine vu’ cumpra’  è un neologismo usato in senso dispregiativo dai connotati razzisti? E poi…siamo sicuri che gli italiani in spiaggia sono “disturbati”  dai vu’ cumpra’ e non da altre figure ben più fastidiose?

STANCHI DI QUESTO LINGUAGGIO RAZZISTA - Sarà che il ministro Alfano, quando va in spiaggia, ha la fortuna di trovarsi in posti esclusivi dove agli ambulanti non è permesso avvicinarsi e nemmeno alla classe media italiana. Dunque non ha ben presente quello che sono diventate oggi le spiagge italiane. Più che altro verrebbe poi da dire che gli italiani hanno ben altro di cui preoccuparsi, e che sono stanchi di ben altri personaggi, non di quelli carichi come muli che, sotto il sole cocente, girano tra gli ombrelloni. Siamo stanchi di questo linguaggio razzista, che sempre più spesso proviene da uomini delle istituzioni o da cariche che rappresentano il nostro Paese (vedi Tavecchio). Come fa il ministro dell’Interno a non conoscere la differenza fra un termine dal chiaro richiamo razzista e un sostantivo “colorito”?

INFASTIDITI DA CHI? “Ho firmato una direttiva per rafforzare i controlli sulle spiagge contro l’abusivismo commerciale, i vu’ cumprà e le merci contraffatte”, afferma Alfano. Con questa direttiva “facciamo un passo in più contro la contraffazione e tuteliamo la serenità e la quiete degli italiani in vacanza che sono stanchi di essere molestati dai vu’ cumprà“. Sarebbe bene che Alfano facesse allora qualche altra direttive per salvaguardare le vacanze degli italiani se pensa davvero che la quiete del bagnante sia messa a dura prova dai tentativi di vendita da parte degli ambulanti. Ovviamente le esperienze sono delle più disparate, ma più che dai  vu’ cumprà, il minimo comune denominatore delle vacanze estive degli italiani è altro. Chiamasi “maleducazione“.

 

Auto parcheggiate in spiaggia, diportisti che con le loro imbarcazioni fanno a gara a chi si avvicina più alla spiaggia, rifiuti abbandonati, giocatori di racchettoni incalliti che guardano in cagnesco se per caso invadi il loro campo (non importa se passeggi sulla battigia, per loro quella è spiaggia privata).  E poi ancora la cattiva educazione (ignoranza in molti casi) dei vicini di ombrellone: invasati e cafoni che lanciano tonnellate di sabbia al minimo spostamento e che urlano alla stregua di cantanti heavy metal.

Servirebbero molte, moltissime “lezioni di educazione” anche in spiaggia e, a sentire il ministro, anche al Viminale…

Valentina Gravina

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