Alfano e Fini: sostegno a Monti

ROMA – «Se si andasse al voto domani, faremmo le elezioni in un tempo di crisi talmente grave per cui è meglio sostenere questo Governo che andare alle elezioni subito», ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano al congresso provinciale del partito a Reggio Emilia.

«Abbiamo votato la fiducia perché riteniamo che ciò che accadrebbe in assenza di questo governo sarebbe peggio». Alfano, dunque, torna a motivare il sostegno al governo Monti da parte del Pdl.

«Adesso – prosegue Alfano – lavoriamo per fare sì che il versante sviluppo sia quello fondamentale». Alfano ha parlato anche del rapporto del suo partito con le politiche economiche del governo Monti, la cui manovra «non ci ha convinto dal punto di vista filosofico perché segnata da troppe tasse. Noi lo abbiamo incitato a fare meglio e crediamo di avere inciso su alcuni aspetti essenziali, come l’alleggerimento della botta su pensioni e casa e il no all’Irpef».

Quanto ai rapporti con la Lega Nord, «governiamo insieme in gran parte del Nord e questo è un dato che fa vivere l’alleanza. Poi è ovvio che in questo momento abbiamo assunto decisioni differenti».

Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, si dichiara sostenitore dell’attuale governo tecnico: «l Terzo polo ha svolto con responsabilità il ruolo di opposizione e contestato Berlusconi quando negava l’evidenza. Oggi con identica trasparenza sosteniamo il governo Monti che affronta l’emergenza, perché sappiamo che è l’unica possibile alternativa al fallimento dell’Italia».

«Dopo il governo Monti – sostiene Fini – il quadro politico cambierà. E’ inevitabile. E il Terzo polo avrà la grande possibilità, se ne sarà capace, di contribuire al cambiamento. Il Terzo Polo afferma la centralità della politica come assunzione di responsabilità, all’insegna della serietà. E non si presenta (e non si presenterà alle elezioni) con la bacchetta magica, perché è fallace l’illusione di risolvere i problemi con mirabolanti promesse e miracolistici programmi. In futuro le coalizioni non dovranno più essere messe in piedi per battere qualcuno e non dovranno essere sommatorie aritmetiche, ma dovranno essere basate sulle scelte concrete di chi condivide valori e programmi di riferimento. Noi dovremo giocare la nostra partita nell’unico modo serio: volando alto e presentandoci come un grande cantiere in cui si cerca di ricostruire l’Italia. Per questo il Terzo polo deve allargare i confini della sua coalizione a coloro che ritengono che l’unica stella polare è l’interesse nazionale. Dipenderà da noi. Non è stato facile parlare fuori dal coro, ma oggi ci sono tanti che saltano sul carro alla venticinquesima ora: lo scenario è cambiato senza che nessuno ci abbia regalato nulla».

(Foto: sky.it / storace.it)

Stefano Gallone

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