Alfano: «Nostra priorità il lavoro»; Bersani: «Modo per evitare altri temi»

Angelino Alfano

ROMA – Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, era questa mattina ad Orvieto per la giornata conclusiva della scuola di formazione del partito. Dal palco, dove il grande assente è stato Silvio Berlusconi, l’ex ministro della Giustizia ha parlato rivolgendosi direttamente all’esecutivo Monti: «Suggeriremo al governo e lo faremo dall’alto dei nostri numeri e della nostra forza, tre priorità: lavoro, lavoro, lavoro».

Il toccare un tema come quello del lavoro non poteva non sollevare la risposta del segretario del partito opposto al Popolo delle Libertà, Pierluigi Bersani del Pd, considerate anche le ‘tensioni’ tra le due parti dopo il vertice saltato in settimana proprio per il rifiuto di Alfano. Da Roma Bersani, presente ad un convegno dei Giovani Democratici sul tema del precariato, ha replicato: «Quando bisogna parlare d’altro, come corruzione e frequenze tv, scoprono anche il lavoro. Questa settimana hanno scoperto il lavoro, la prossima vedremo».

Ha poi aggiunto insistendo invece sul fatto che la questione del lavoro, e della sua riforma, sono sempre stati al centro degli interessi della sinistra e del suo ‘dialogo’ con il governo: «Sbrogliamo questa cosa del lavoro e facciamolo con un accordo: se il tavolo del lavoro fallisce non è come ai tempi di Sacconi e compagni stavolta è un liberi tutti».

Da Orvieto Alfano ha trattato anche argomenti diversi, pur avendo come ‘bersaglio’ e interlocutore ideale sempre il governo. Un avvertimento diretto a Monti è stato quello riguardo gli istituti di credito e la trasparenza delle operazioni finanziarie («Da parte del Pdl ci sarà una vigilanza permanente sull’azione delle banche e un pressing su Monti affinchè le banche diano trasparenza, attraverso i siti internet, di come impiegano i soldi ricevuti dalla Bce»), ma quando si è trattato di paventare possibili progetti di allenaza in vista delle prossime amministrative sono stati chiamati in causa più o meno velatamente anche Casini («Il nostro obiettivo è unire i moderati. E chi ci sta ci sta») e la Lega Nord («Chiediamo di non consegnare il Nord alla sinistra».

Non ha disdegnato, il leader del Pdl, di tentare la conquista di qualche simpatia anche nel mondo cattolico con alcune considerazioni riguardo i matrimoni gay: «Se la sinistra italiana andasse al governo farebbe quello che hanno fatto in Spagna negli anni scorsi. Non avendo una ricetta sulla crisi economica, i socialisti hanno buttato fumo negli occhi della società facendo leggi sul matrimonio tra uomini».

Laura Dabbene

 

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