Albo dei giornalisti pubblicisti: addio da agosto?

ROMA – L’albo dei giornalisti pubblicisti verrà abolito dal mese di agosto 2012. Questo è quanto sarebbe emerso dalla norma contenuta nella “manovra Salva Italia” operata dal governo Monti, in particolare al punto “Riforma degli ordini professionali”. Il tutto, chiaramente, è passato sotto il più assoluto silenzio.

Verrà dunque abolita la consueta distinzione tra giornalisti pubblicisti e professionisti, ovviamente a tutto svantaggio dei primi, poiché chi non avrà conseguito il praticantato e sostenuto l’esame per accedere all’albo dei professionisti entro il prossimo agosto non avrà diritto a svolgere regolarmente il proprio lavoro. Pena, addirittura, una bella denuncia per esercizio abusivo della professione.

La notizia è comunque arrivata, in qualche modo, all’orecchi odi  oltre 80.000 pubblicisti iscritti al relativo ordine, assieme, ovviamente, a tutti coloro che stanno ancora svolgendo i 24 mesi minimi previsti per la richiesta della tessera di pubblicista.

Domanda: cosa accadrà a tutte queste persone? Cosa dovranno fare per porre rimedio pur di non rinunciare a mesi e mesi di sudati sacrifici (sottopagati o, il più delle volte, pro bono) spesi a battere continuamente le dita sulla tastiera di un computer? In che modo si potrà accedere, di conseguenza, alla professione con questa nuova disciplina? Ancora non è arrivata nessuna risposta in merito.

Il giornalista Antonello Antonelli, tramite il suo blog, è riuscito a seguire la vicenda cercando di analizzare le cause e le possibili soluzioni. Come risultato, sono emerse tre possibili soluzioni: fino al 13 agosto 2012, data ultima per l’autoriforma degli ordini secondo i principi della legislazione europea (che prevede un esame di Stato per l’ingresso), gli Ordini regionali continuerebbero ad iscrivere pubblicisti. Dal 14 agosto si bloccherebbero, poi, le iscrizioni fino a naturale esaurimento della categoria; verrebbero emanate nuove norme per l’accesso all’esame che porterebbe alla cancellazione dall’albo di tutti quello che decideranno di non affrontarlo e superarlo; riconferma dello status attuale e divisione dell’Ordine in due elenchi, professionisti e pubblicisti, per accedere ai quali bisognerà comunque affrontare un esame di Stato: quello classico per i primi e uno con nuovi criteri (da ricreare) per i secondi.

Rimane in dubbio il destino di tutti i pubblicisti che non hanno avuto (e non potranno avere) la possibilità di esercitare il praticantato retribuito di 18 mesi per avere accesso all’esame da professionista. Perplessità anche sulla destinazione dei contributi versati nelle casse di Inpgi e Inpgi2.

Resta comunque la sostanziale perplessità insita nello stesso Ordine Nazionale dei Giornalisti: non c’è, al momento, possibilità né di conferma né di smentita. si sta ancora studiando il probabile nuovo assetto della professione e non si ha ancora una precisa idea di come applicare le nuove normative. Non viene nascosta una speranza di vedere confermate le normative attualmente vigenti.

(Foto: infooggi.it / direttanews.it)

Stefano Gallone

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