Albert Nobbs, maggiordomo in pubblico, donna in privato

Il tema dello scambio d’identità e del travestimento attraversa trasversalmente tutta la storia del cinema: si va dalle provocazioni di Marlene Dietrich in Marocco alla coppia di travestiti per forza formata da Tony Curtis e Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo, passando per il frizzante Victor Victoria, il famigerato Glenn or Glenda del regista di culto Ed Wood jr. e il comico Missis Doubtfire in cui Robin Williams si fingeva una tata per amore dei suoi figli.

Il compassato Albert Noobs, interpretato da Glenn Close, va ad aggiungersi a questa variopinta galleria di personaggi.

Nella Dublino degli ultimi anni dell’Ottocento la crisi ha messo in mezzo alla strada numerosi lavoratori e alle donne tocca pagare il prezzo più salato. Albert Noobs, impeccabile cameriere del Morrison Hotel è agli occhi di tutti il lavoratore ideale: riservato, distinto, attento e sempre pronto a svolgere alla perfezione le più svariate mansioni. Albert nasconde un segreto di cui nessuno è a conoscenza: il compassato gentiluomo è in realtà una donna che non sa nulla delle sue origini.

La vita di Albert, nonostante la finzione quotidiana, scorre tranquilla mentre tenta di racimolare il denaro necessario per coronare il suo sogno, aprire una tabaccheria e fare fortuna. La placida esistenza verrà scossa dall’arrivo dalla scoperta di non essere la sola a camuffare la sua vera natura e dall’approssimarsi della realizzazione del suo sogno.

Per completare il quadro di quella che sembrerebbe un’esistenza ideale, Albert ha bisogno di una compagna che l’aiuti a tenere il negozio e a essere rispettabile, compagna individuata nella giovane cameriera Helen (Mia Wasikowska).

A complicare le cose interverrà Joe Machine (Aaron Johnson), un ambizioso, quanto irruento, tuttofare che intreccerà una morbosa relazione con Helen e che spingerà ad assecondare la maldestra corte di Albert per poterlo derubare.

Albert Noobs è una pellicola garbata, in cui il tema del travestimento viene spogliato dei suoi contenuti sessuali per far posto a un discorso sullo smarrimento e sulla perdita dell’identità. Il discorso sull’ambiguità sessuale viene lasciato da parte e affrontato indirettamente.

Glenn Close con Albert Noobs ci regala un’interpretazione misurata, fatta per sottrazione più che per aggiunte di dettagli.

Albert viene caratterizzato come un personaggio in cui non è più presente alcuna natura umana, che si ritrova al centro degli eventi (la vita nell’hotel) ma che ne è, al contempo, fuori (interrogato su episodi buffi accaduti nell’hotel, Albert esita come se non riuscisse a capire cosa sia il divertimento). Un personaggio in cui le emozioni sono bandite e la riservatezza diventa un modo per sopravvivere.

Uno dei difetti della pellicola è quello di soffermarsi esclusivamente su Noobs lasciando cosi gli altri personaggi solo abbozzati. Nonostante questa pecca sono comunque da rimarcare le ottime interpretazioni di Aaron Johnson (Kick Ass), il cui Joe, seppur non distaccandosi troppo dallo stereotipo del giovane ambizioso e di pochi scrupoli, riesce ad avere una scintilla che gli permette di non essere relegato a figura sullo sfondo. Lo stesso discorso vale anche per la camerierina Helen interpretata da Mia Wasikowska (Alice in Wonderland).

Peccato invece per il personaggio del dottor Halloran interpretato da Brendan Gleeson (Harry potter) che non riesce a diventare più che una macchietta.

In conclusione Albert Noobs è una pellicola garbata che riesce a delineare un personaggio interessante seppur non esente da qualche difetto. Una pellicola che non si adatta a tutti i palati ma solo a quelli più avvezzi a film meno diretti.

Davide Schiano di Coscia

Foto | via www.newscinema.ithttp://blog.panorama.it

 

 

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