Al via una nuova annata cinematografica

Kim Rossi Stuart in "Vallanzasca - Gli angeli del male"

Scartati i regali? Divorato panettoni, pandori, mostaccioli e roccocò? Soddisfatti di aver ritrovato parenti e amici? Bene: è ora di rimboccarsi di nuovo le maniche per infilarle in tasca e prelevare qualche spicciolo (euro più o euro meno) per devolverlo coscienziosamente alle nobili cause di qualche buona ed onesta sala cinematografica. Si, perché le proposte per questa nuova annata in cellulosa sembrano essere molto fruttuose se viste con occhio di riguardo intellettuale, ben oltre la superficie di nomi e relative rappresentanze da botteghino. Scorriamone qualcuna.

Iniziamo con un’attesissima conferma di uno delle migliori esordienti nostrani (mica tanto esordiente: tanti anni di aiuto regia per Nanni Moretti), seppur nell’alto mare dei dilemmi esistenziali inoculati da pseudoministri tutt’altro che volenterosi. L’ottimo Andrea Molaioli (già ben dieci David di Donatello per lo scorso La ragazza del lago), infatti, sembra aver terminato gran parte della lavorazione del suo nuovo Il gioiellino, difficile ed impegnativa rivisitazione del drammatico caso Parmalat con, nel cast, personalità di rilievo come, di nuovo, Toni Servillo e Remo Girone. Sempre proseguendo tra le viscere dello stivale, incontriamo il già da alcuni visionato Vallanzasca – Gli angeli del male (fuori concorso a Venezia), ritorno al noir biografico per Michele Placido dopo il successo di Romanzo Criminale. Ispirato all’autobiografia dell’ex criminale Milanese, la pellicola ripercorre, in maniera romanzata, le fasi salienti della vita dell’omonimo latitante, interpretato da un grandioso Kim Rossi Stuart, il quale sembra abbia trascorso interi weekend al fianco del vero bandito (“Il lunedi lo riportava in carcere e tornava a collaborare con me alla sceneggiatura” – conferma Placido). Nelle sale dal 21 gennaio.

Javier Bardem in "Biutiful"

Spostandoci oltreoceano, incontriamo, di nuovo e con piacere, il vecchio e caro Clint Eastwood che, forte di gente del calibro di Matt Damon e della ritrovata Bryce Dallas Howard, sceglie di sperimentare un’esperienza a tu per tu col paranormale nel suo nuovo Hereafter, un thriller psicologico a cavallo tra la vita e la morte, nelle sale italiane dal 5 gennaio. Si illumina, poi, sotto i nostri occhi la nuova fatica di Ron Howard dal titolo Parlo o non parlo? Si tratterebbe, per il rinomato regista, di un ritorno alla commedia quasi in vecchio stile: lui, lei, l’amico di lui innamorato di lei con in più (stavolta come protagonista) un lui esterno (Vince Vaughn) involontariamente immischiato nel parapiglia sentimentale. Sempre sul fronte statunitense, è da segnalare assolutamente il nuovo lavoro di Sam Mendes (pluripremiato regista di pellicole del calibro di American beauty e Revolutionary road) dal titolo American life. I temi trattati non si discostano molto dalle brillanti capacità narrative del regista: una coppia trentenne, in attesa di un figlio, vuole decidere dove far venire al mondo il nascituro; ne emerge una sorta di panoramica interiore riguardante altre coppie di parenti o amici che affrontano l’esistenza in modi diversi. Il tutto contornato da un alone simbolico relativo ad una metafora riguardante l’intera condizione umana.

Infine, almeno per ora, ha finalmente una data di sbarco nelle sale italiane (il 4 febbraio) Biutiful, nuova attesissima fatica del maestro sudamericano Alejandro Gonzales Inarritu, stavolta orfano del genio letterario Guillermo Arriaga. Fresco di Palma d’oro al miglior attore protagonista all’ultimo festival di Cannes (ex aequo con l’Elio Germano del luchettiano La nostra vita), il film prosegue la poetica dei confini (sia fisici che, soprattutto, interiori) portata avanti dal regista (in particolar modo col bellissimo Babel) per fare di Javier Bardem un estortore di immigrati clandestini e boss di un cartello di venditori ambulanti africani disperati, il quale scopre di essere malato di cancro e decide, così, di provare a ridare un senso alla propria esistenza. Profonda riflessione assicurata.

In poche parole: fate una scorta di biglietti (possibilmente senza sovrattassa).

Stefano Gallone

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