Al via Settembre // Prato: Interpol, Mannarino, Caparezza, Negrita e The Kolors

La locandina di Settembre // Prato (www.pratosfera.com)

La locandina di Settembre // Prato (www.pratosfera.com)

Se c’è un mese durante il quale la Toscana dà il meglio della sua bellezza quello è di sicuro settembre.  E, tra tutte le città toscane, ce n’è una che a settembre sembra vivere il proprio momento di massimo splendore, Prato, in un dialogo costante tra tradizione ed innovazione. E per il 2015, se da una parte il rispetto della tradizione sarà garantito da eventi religiosi (Festa della Madonna e ostensione del Sacro Cingolo) e da rievocazioni storiche (storico Carteggio e Antico Gioco della Palla Grossa), dall’altra la città ha deciso di strizzare l’occhio all’innovazione ed alla modernità con il festival Settembre // Prato, che presenta un cartellone musicale di tutto rispetto e dalle sfumature eterogenee capaci di accontentare ogni tiplogia di pubblico.

INTERPOL, EREDI DELLA TRADIZIONE NEW WAVE – Fiore all’occhiello della rassegna musicale è il live degli Interpol, di scena stasera in Piazza Duomo. Nati nella Grande Mela alla fine degli anni Novanta, gli Interpol sono i più brillanti artefici del revival new wave che ha finito col dilagare – con alterne fortune – nella prima decade del Duemila. Emersi alla fine degli anni 90 nella solita New York preveggente, Daniel Kessler (chitarra), Samuel Fogarino (batteria) e Paul Banks (voce, chitarra) si sono presentati al grande pubblico come i degni eredi di quella tradizione musicale britannica di marca dark-wave che vedeva in gruppi come Joy Division, Cure, ma anche nella fucina di ballate pop degli Smiths, i suoi punti di forza. Non tutti i dischi pubblicati successivamente al folgorante esordio di Turn On the Bright Lights si sono rivelati all’altezza del primo: è il caso di Antics del 2004, Our Love to Admire del 2007, Interpol del 2010 ed El pintor del 2014. Ma, si sa, le vicende artistiche di una formazione spesso risentono delle traversie di chi ha a che fare con il business dello show e fa la spola tra major e mercato alternativo. Ma il concerto di Prato, cui gli Interpol arrivano dopo aver suonato in giro per il mondo, è da non perdere anche perchè si dice imminente l’uscita di una nuova raccolta di inediti e, in piazza Duomo, se ne dovrebbero ascoltare alcuni. Pubblico consigliato: appassionati di indie rock capaci di ritrovare nel delirio post punk della band newyorkese i rimandi ai più grandi della new wave da Ian Curtis ai Television.

MANNARINO E IL TEATRO CANZONE – Per chi alle sonorità della Grande Mela preferisce i bassifondi dell’anima, ecco mercoledì 2 settembre il live di Mannarino, moderno cantastorie. A metà strada tra Manu Chao e Vinicio Capossela, ma con sbucciature da sanpietrini, il trentaseienne musicista romano si è conquistato un seguito di fedelissimi grazie a tre album, Bar della rabbia del 2009, Supersantos del 2011 e Al monte del 2014, e a canzoni come Me So’ Ubriacato e Scendi giù, brano vincitore del Premio Amnesty International Italia come il migliore dell’anno sui diritti umani. Voluto in tv da Serena Dandini e in teatro da Ascanio Celestini e Davide Riondino, l’artista che canta “per una notte di vino pagherò cento giorni d’aceto” ha vinto il Premio Gaber, quello della Siae ed è stato finalista al Tenco. Nella suggestiva cornice di Piazza Duomo, Mannarino porterà in scena il suo teatro canzone, che sarà sicuramente apprezzato da chi non storce il naso al pensiero che i fiori nascono dal letame e non dai diamanti.

La locandina del Museica Tour di Caparezza (www.caparezza.com)

La locandina del Museica Tour di Caparezza (www.caparezza.com)

CAPAREZZA, TRA RAP E SPETTACOLO – Si era parlato di un cartellone assai variegato ed eterogeneo, e allora spazio anche al rap in salsa nostrana di Caparezza, che si esibirà giovedì 3 agosto. Il suo nuovo spettacolo giunge a Prato dopo aver girato i palazzetti italiani e i club di mezza Europa e rappresenta l’occasione ideale per chi vuol vedere uno show a metà strada tra circo, teatro e concerto. Michele Salvemini, questo è il suo vero nome, pubblica dischi notevoli fin dal 1996, ma diventa diventa celebre solo nel 2003 grazie al brano Fuori dal tunnel. Da allora, grazie a pezzi come Vieni a ballare in Puglia cantata con Al Bano nel 2008 o Goodbye Malinconia con Tony Hadley del 2011 torna ai vertici delle hit parade, ma soprattutto dà alle stampe album quali Le dimensioni del mio caos del 2008 o l’ultimo splendido Museicacon cui, nel 2014, conquista il primo posto tra i cd più venduti e vince anche il Premio Tenco.

IL ROCK DEI NEGRITA – New wave, musica d’autore, rap. E un pò di sano rock? A quello ci pensaranno venerdì 4 settembre i Negrita. Nati con la voglia di diventare come i Rolling Stones, a un brano dei quali devono il loro nome Hey! Negrita, i Negrita sono una delle poche vere rock band riuscite a emergere dall’underground italiano. Dopo anni di gavetta, la band aretina arriva al successo nel 1994 con il singolo Cambio e da allora, attraverso hit come Mama maé del 1998, Magnolia del 2003 o Radio Conga del 2009, diventa una delle formazioni più amate in Italia. Non a caso, l’ultimo album 9, uscito nel marzo scorso e trainato dal singolo “Il gioco”, debutta al numero uno nelle vendite. Della line up originale, oggi, restano solo il frontman Paolo Bruni “Pau”, Enrico “Drigo” Salvi (chitarra solista e voce) e Cesare “Mac” Petricich (chitarra ritmica). Con loro sul palco l’ex Extrema Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria, Giacomo Rossetti al basso e Guglielmo Ridolfo Gagliano al pianoforte e al violoncello.

IL TALENT DEI THE KOLORS – Non poteva mancare una strizzata d’occhio ad un pubblico più giovane e al mondo dei talent. E così, a chiudere il programma del festival Settembre // Prato i The Kolors. Da quando è iniziata l’estate hanno suonato dappertutto in Italia e, ovunque, hanno fatto registrare il tutto esaurito. Prato sarà una delle ultime occasioni per vederli dal vivo prima della pausa che porterà al nuovo disco. Sono figli del talent Amici che li ha visti vincitori, sono una boy band che suona un pop accattivante e hanno schiere di adolescenti urlanti al seguito, ma non vanno sottovalutati. A vederli così impomatati uno non immagina che questi giovanotti siano cresciuti a pane e Pink Floyd e tantomeno può pensare che dietro visetti tanto carini ci siano giovani capaci di competere con la maggior parte dei tecnici del suono in circolazione in Italia. Mai come nel caso di Stash e soci l’apparenza inganna. Due, per ora, gli album all’attivo: I want dello scorso anno a cui ha collaborato agli arrangiamenti Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese e Out del maggio scorso.

Antonio Giordano 

foto: caparezza.com; pratosfera.com

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