Al via la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012

VENEZIA – Apre nuovamente i battenti l’eterna Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, organizzata, come sempre, dalla Biennale di Venezia e fissata per l’arco di tempo che va da domani 29 agosto al prossimo 8 settembre. Giunta, nel 2012, alla sua sessantanovesima preziosa edizione, dopo i notevoli salti quantitativi e, soprattutto, qualitativi della passata edizione (abile nel difficile compito di esorcizzare i demoni filotarantiniani che han reso film come Machete capaci di invadere, senza molto merito, il red carpet, fosse anche fuori concorso), che ha visto esultare, con in mano il Leone d’oro, il maestro Aleksander Sokurov grazie alla sua idea di Faust e affermarsi uno dei migliori attori delle ultime stagioni, ovvero un certo Michael Fassbender, la principale kermesse cinematografica italiana propone ennesime interessanti novità.

Sbarca, infatti, al Lido una vera e propria valanga di volti e curriculum di enorme spessore, a partire dalla consistenza organizzativa e culturale del successore di Marco Mueller (approdato a dirigere il prossimo Festival di Roma), ovvero Alberto Barbera, carismatico direttore di rientro (guidò il festival già dal 1998 al 2002) con, sulle spalle, il non semplice compito di guidare per i prossimi quattro anni la manifestazione lagunare, pur consapevole di avere in dotazione esperienza da vedere in linea con un glorioso passato da critico cinematografico di prestigio anche per “mamma Rai”, lavoro al quale hanno fatto seguito una prima esperienza di capitaneria per lo stesso festival veneto, la guida del Ring! Festival della Critica Cinematografica di Alessandria e la direzione del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Mica noccioline.

Dunque, pronti per un nuovo fiume di proposte in anteprima mondiale: 18 pellicole si sfideranno per l’ambito Leone d’Oro, altre 24 (di cui 9 documentari) verranno passate in rassegna fuori concorso, 33 (di cui 15 cortometraggi) approderanno alla sezione Orizzonti mentre l’ambito retrospettivo, per la sezione 80!, riporterà sul grande schermo 28 pellicole (di cui 9 documentari) appositamente restaurate per l’occasione e in preventivo di un sostanziale recupero a lungo termine.

A sfidarsi per il Leone d’Oro, dunque, saranno, tra gli altri, anche nomi di gran prestigio internazionale: Paul Thomas Henderson sbarca al Lido con The master (con Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix, Amy Adams), acuto ritratto di vagabondi ed arrivisti americani nel post seconda guerra mondiale, mentre Ramin Bahrani presenta il suo At any price (con Dennis Quaid, Zac Efron, Heather Graham), storia di un ragazzo che aspira a diventare un famoso pilota di corse automobilistiche mentre la famiglia lo vorrebbe insediato nell’ambito agricolo moderno. A seguire, poi, avrà luogo proprio al Lido il ritorno sul grande schermo di un certo Brian De Palma per tramite di Passion (con la pluripremiata Noomi Rapace, Rachel McAdams, Paul Anderson), thriller erotico incentrato su una vera e propria lotta per il potere tra due donne nello spietato mondo degli affari internazionali.

Fuori concorso, invece, occhio alla nuova prova registica di Susanne Bier per Love is all you need (con Pierce Brosnan, Trine Dyrholm, Sebastian Jessen), vivace storia di due famiglie diversissime che si incontrano durante un matrimonio in Italia, ma soprattutto al nuovo prodotto firmato Jonathan Demme, ovvero il documentario che (dopo le grandiose prove precedenti con protagonisti nientemeno che Talking Heads e Neil Young) ha per fulcro la figura tutta italo-meridionale del talentuoso musicista partenopeo Enzo Avitabile per, appunto, Enzo Avitabile music life, documentario steso con l’obiettivo di valorizzare, nella sostanza, anche e soprattutto lo sconfinato patrimonio culturale della città di Napoli.

Colpisce, nella sostanza, poi, l’improvvisa promiscuità di un genio dell’immagine quale Terrence Malick: sovvertendo un curriculum registico che vuole “soltanto” cinque film in quasi quarant’anni di carriera (ma che film!), il maestro statunitense torna sul grande schermo proprio a Venezia con To the wonder, primo capitolo, addirittura, di una ideale trilogia che vedrà inclusi i successivi Knight of cups e Lawless, girati in contemporanea. Il film (con Ben Affleck, Javier Bardem e la nostrana Romina Mondello) vede svolgersi le vicende di una coppia che, di ritorno da un viaggio all’apice del reciproco amore, viene a scontrarsi con con personalità passate e presenti che ne mineranno gravemente la stabilità. Non è affatto da sottovalutare, però, anche la riproposizione, per la sezione Venezia Classici film di valenza epocale come lo sfortunato ma stilisticamente epocale I cancelli del cielo (Michael Cimino) o Fanny e Alexander (Ingmar Bergman). Notevole anche il ritorno dietro la macchina da presa, per la sezione Giornate degli Autori, di Hiam Abbass (già apprezzatissima nelle vesti di attrice per bei film come L’ospite inatteso o Il giardino di limoni), qui di passaggio con Heritage.

Dei maestri italiani Bellocchio, Ciprì, Comencini e affini, abbiano già ampiamente parlato qui.

Su il sipario.

Stefano Gallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews