Al via il Festival del Cinema di Berlino

BERLINO – Dominano gli Stati Uniti, soccombe l’Italia nell’ambito della sessantunesima edizione del Festival del Cinema di Berlino. Presenti anche sprazzi di Francia, Inghilterra e Russia a partire da giovedi 10 fino a domenica 20 febbraio. Di profonda considerazione è, invece, l’importante attenzione prestata alla cinematografia iraniana, senza tralasciare comunque una costante d’oltremanica rappresentata dal primo approdo alla regia per l’attore britannico Ralph Fiennes, orchestratore del film Coriolanus. La popstar Madonna, inoltre, presenterà in anteprima mondiale il suo W.E, racconto della relazione tra re Edoardo VIII del Regno Unito e Wallis Simpson. Non mancherà l’aria da Oscar con i vari Il discorso del re di Tom Hooper e la rivisitazione il chiave western oscura de Il grinta ad opera dei fratelli Coen.

Tra i film più attesi vi è senz’altro Offside del recluso iraniano Jafar Panahi, il quale avrebbe dovuto presiedere al Festival in qualità di giurato ma verrà comunque mantenuto in presenza anche se solo da un punto di vista virtuale, e il connazionale e sostenitore Asghar Farhadi con Nader et Simin, una separazione. Ritorna sul grande schermo, inoltre, il maestro Werner Herzog con il suo primo esperimento in 3D Cave of forgotten dreams. Tra le proiezioni speciali, avrà luogo la versione digitalmente restaurata di Taxi driver, lo storico capolavoro di Martin Scorsese con Robert De Niro. Spazio anche (e menomale) all’unica puntata nostrana con l’omaggio al compianto Mario Monicelli per tramite della proiezione del meraviglioso Il marchese del grillo. Fuori concorso il primo esperimento 3D in tema di film documentario da parte di Wim Wenders con Pina, omaggio alla coreografa Pina Bausch.

Agli occhi della giuria, presieduta da Isabella Rossellini, arriveranno anche opere prime del calibro di Margin Call per la regia dell’esordiente J.C.Chandor, già apprezzato al Sundance Film Festival, nel quale Kevin Spacey e Paul Bettany vestono i panni di protagonisti nel racconto di una giornata vissuta da una banca durante la crisi finanziaria del 2008. Fuori concorso le uniche partecipazioni italiane con Qualunquemente di Giulio Manfredonia e con Antonio Albanese, Gianni e le donne di Gianni Di Gregorio e il minimalista Le quattro volte di Michelangelo Frammartino.

Stefano Gallone

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