Al via il 61° Festival di Sanremo. Prima serata tra alti e bassi

Gianni Morandi

SANREMO (IMPERIA) – «Non sarei andata alla manifestazione. Possono fare tutte le manifestazioni che vogliono, ma le donne senza valori ci sono in Italia e da tutte le parti. È dalla base che bisogna correggere la situazione, conta l’educazione», confessa oggi, a Repubblica, Belen Rodriguez, madrina, assieme ad Elisabetta Canalis, del 61° Festival di Sanremo targato Gianni Morandi. Belle parole e bel pensiero, se non fosse che ci si crede poco dal momento che il ragionamento proviene dalla compagna di un tutt’altro che paladino di rispetto ed educazione (quegli insulti ai vigili per un parcheggio sull’angolo di un marciapiede erano una delizia), oltre che diretta interessata di recenti vicende poco “rispettose”. La giovane Emma, però, nonostante la non proprio benefica scuola defilippiana, pur essendo in gara, in piazza ci è scesa dall’aereo e si è pure beccata le discussioni di Giletti come se fosse stato uno shock per il paese. Ci prova pure, Morandi, ad incoraggiarle un consenso ma poco importa perché “show must go on”. E allora, nonostante la mano marcia di Federico Moccia tra gli autori di questa edizione, musica maestro!


Trascorsa la storica sigla dell’eurovisione ed effettuato il passaggio di testimone da Antonella Clerici (seduta sul palco con la figlia Maelle, alla quale ha dedicato A te di Jovanotti) all’ex ragazzotto bolognese si apre il sipario del Teatro Ariston di via Matteotti. Inizio scintillante con la carismatica Giusy Ferreri e la sua Il mare immenso, un finto rock condito di orchestra, come sempre, obbligatoriamente costretta a squartare ogni arrangiamento e contornata, in questo caso, dalla solita voce ocheggiante di quella che fu innalzata al cielo come nuova promessa del panorama musicale italiano: tipica canzone melodica in stile nazionalpopolare, né più né meno. Largo, allora, a Luca e Paolo che ringraziano a modo loro e allietano lievemente quella che si preannuncia come l’ennesima aria pesante da longeva rassegna imbottita di messaggi promozionali e simil-tempi morti.

Elisabetta Canalis e Belen Rodrighez

Arriva il duetto inedito Luca Barbarossa – Raquel De Rosario con Fino in fondo, pacata melodia giocata molto sull’alternanza ritmica tra melodia e versi (molto scarni), per poi passare a Roberto Vecchioni, primo tassello seriamente considerevole della rassegna, con Chiamami ancora amore, brano emozionante in puro stile tipico del cantautore/professore. E poteva, però, mancare una personalità del taglio di Anna Tatangelo? Eccola, tutta trucco, fondotinta e pettinatura alla Robert Smith, con Bastardo, scritta, ovviamente, tra gli altri, dal fido Gigi D’Alessio: inutile giudicare la solita nenia fintamente votata all’espressione di sentimenti di silicone. Ma almeno ci pensano i La Crus a trasportare un po’ di pura qualità nella città dei fiori: il brano dei ritrovati Mauro Ermanno Giovanardi & Co, Io confesso, è la prima vera espressione di lezione ricevuta ed imparata a pieni voti di cantautorato italiano (in particolare Luigi Tenco…eccome se si sente), punto di arrivo di un processo di maturazione durato almeno un decennio tra sperimentazioni elettroniche ed immedesimazioni interpretative in tasselli meno noti ma fondamentali per la costruzione del panorama sonoro a forma di stivale.

Quando entrano in scena la Canalis e la Rodriguez, la mente ritorna ai calendari e alle copertine delle riviste: il pubblico le osanna (in realtà osanna alcune parti di loro). Sono state imposte dalla volontà degli italiani, a detta Morandi. Il pubblico guarda Belen e grida «Brava!»; lei spiccica un  «Brava perché dico solo una cosa?». Consapevolezza. Le due damigelle di corte annunciano il ritorno sanremese di Max Pezzali con Il mio secondo tempo, bell’inno alla voglia di rivincita, brano semplice e diretto anche se troppo simile a tanti successi collaudati sotto l’etichetta 883.

In dialetto del lago di como sceglie di cantare un’altra notevole proposta del cantautorato italiano, troppo spesso rimossa in secondo piano: Davide Van De Sfroos, con Yanez, delude un po’ nel riproporre un giro di accordi troppo ascoltato e riascoltato, pur rendendo gradevole l’arrangiamento mediterraneo.

Luca e Paolo in "Ti sputtanerò"

Quando Luca e Paolo invadono il palcoscenico, si tira un vero e proprio sospiro di sollievo sperando in una boccata d’aria di simpatia, che arriva nel loro proporre la meraviglia di Ti sputtanerò, capolavoro satirico basato sulle vicende delle intercettazioni e delle bravate del reverendo di Arcore sia in termini di promiscuità sessuale che di rivalità politica con ex alleati ed opposizione. Qualcuno pensa: “ancora un minuto e Lui telefona”. Un dato di fatto: solamente applausi.

Ma ecco che ritorna la camaleontica Anna Oxa: più che una cantante sembra un personaggio di Dragon Ball o l’elemento aggiunto dei Tokyo Hotel nel suo proporre La mia anima d’uomo, brano dalla melodia sostanzialmente poco scontata, tutt’altro che facile, sperimentale e, soprattutto, prestante per la sempreverde, impressionante e possente voce dell’interprete. La Canalis propone poesie alla Bondi ed ecco che Tricarico, con Tre colori, avvia la riflessione patriottica, forte com’è di una sensibilità rara e quanto mai necessaria alla solidificazione dell’unità nazionale almeno a livello concettuale, armato di versi semplici ma sostanziosi ed essenziali nella reale direzione tanto commemorativa quanto attualmente incisiva.

La gara prosegue con Emma e i Modà, seria botta di gioventù meritevole, se non fosse, per la mezza defilippiana provenienza: la loro Arriverà si distingue comunque per il talento rock cantautorale caratteristico della band (la pecca è proprio la poco decisa ed eccessivamente smaliziata voce di lei contro il rombo di Francesco Silvestre).

Nathalie alla finale di X Factor 2010

Tra vari cambi di vestiti, la Canalis e la Rodriguez arraffano qualche parola di presenza, mentre Luca Madonia e Franco Battiato, con L’alieno, insegnano a scrivere canzoni in chiave moderna seppur intrisa di lezioni trascorse. Calca la scena anche la solita Patty Pravo, qui in pettinatura e abbigliamento retrò (resta solo quello?) con la lenta, ridondante tediosa e ripetitiva Il vento e le rose, l’ennesimo canto erotico poco francamente credibile. Se lasciamo da parte la poco utile (ma prevista per contratto) esibizione di Belen Rodriguez in un tango argentino (per la gioia delle prime file), seppur tra le braccia del maestro Miguel Angel Zotto, eletto tra i più grandi ballerini di tutti i tempi, Nathalie, vincitrice dell’edizione 2010 di X Factor (sarà il talent show l’unica via di espressione?) propone una melodia alquanto familiare con Vivo sospesa, ma la sua voce eterea riesce comunque a colmare piccoli buchi di scrittura in un brano comunque notevole nel suo rifarsi a certo pop inglese in stile Coldplay (sicuramente tra i migliori brani della serata). Chiude la selezione iniziale il pesantissimo Albano con Amanda è libera; sarebbe davvero poco opportuna la sua ennesima presenza in un festival al quale, a momenti, dovrebbe pagare l’affitto se non fosse per la presentazione di una canzone finalmente non troppo lamentosa (tranne alcuni punti) di voce stremata e sforzata, ma consapevole dei propri limiti e dedita all’espressione di un argomento di interesse sociale.

Tirate le somme a fine serata, dopo la solita attesa tra avanspettacolo e pubblicità e dopo l’ennesima edizione momentaneamente priva di vero coraggio artistico (Bonolis fu capace di accettare gli Afterhours) salvata dalla simpaticissima ironia delle “iene” Luca e Paolo, a lasciarci le penne sono Anna Oxa e Anna tatangelo, che parteciperanno comunque ad un’operazione di ripescaggio.

Ora confidiamo, anche se non con tantissime speranze, nel turno delle nuove proposte.


Stefano Gallone


Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

10 Risponde a Al via il 61° Festival di Sanremo. Prima serata tra alti e bassi

  1. avatar
    sergioca 16/02/2011 a 01:00

    ma chi è sto gallone?
    quanta prosopopea e puzza al naso!
    perchè odia le donne?
    sergio

    Rispondi
  2. avatar
    raucher 16/02/2011 a 01:40

    Perchè indossare lo smoking per stare poi tutta la sera con le mani in tasca?Allora meglio i jeans. Fascinoso il tango, prevedibili quindi non divertenti le 2 iene.Che meraviglia l’abito nero di Belen.Morandi poteva risparmiarci il pietoso twist.

    Rispondi
  3. avatar
    ste 16/02/2011 a 02:08

    “ed ecco che Tricarico, con Tre colori, avvia la riflessione patriottica, forte com’è di una sensibilità rara e quanto mai necessaria alla solidificazione dell’unità nazionale almeno a livello concettuale, armato di versi semplici ma sostanziosi ed essenziali nella reale direzione tanto commemorativa quanto attualmente incisiva”

    ????? Marzullo al confronto è un dilettante.

    Rispondi
  4. avatar
    Stefano Gallone 16/02/2011 a 02:14

    Ciao Sergio, sono io sto Gallone.
    Non odio affatto le donne, semplicemente non mi è piaciuta la funzione della Canalis e della Rodriguez, tutto qui. è solo una critica.

    Rispondi
  5. avatar
    Laura Dabbene 16/02/2011 a 09:41

    In un mondo che, quando va bene, non sa andare al di là della triade “soggetto, verbo, complemento oggetto”, nella lingua scritta come in quella parlata, è comprensibile che lo stile di “sto Gallone” (che io personalmente adoro!) possa sembrare “puzza sotto al naso”, “prosopopea” o anche riesca per alcuni a far impallidire Marzullo. Per fortuna si legge ancora qualcuno che ti costringe a volte, a prendere un mano un dizionario..almeno chi in casa ce l’ha ed è capace di usarlo(Vocabolario…chi era costui?).

    Rispondi
  6. avatar
    Laura Dabbene 16/02/2011 a 09:45

    Ovviamente nella suddetta triade il verbo non è mai il congiuntivo…

    Rispondi
  7. avatar
    Stefano Gallone 16/02/2011 a 12:05

    Per Raucher: se consideriamo l’abito e non le canzoni…
    Per Ste: evidentemente il mio marzullismo deriva dall’esserne conterraneo, dai.
    Grazie a tutti per la lettura. Chiaramente liberissimi di esprimere opinioni, come io di criticare.

    Rispondi
  8. avatar
    Francesco Guarino 16/02/2011 a 12:53

    Ho sentito quasi tutto su youtube stamattina. Ahimè, temo che la facile orecchiabilità pseudo-rock dei Modà + Emma non la butta nessuno giù dal podio. Almeno è un pochino meglio del pezzo dell’anno scorso di Scanu. Fatto sta che l’orchestra stravolge decisamente troppo l’ascolto: è davvero così indispensabile? In questi giorni con le versioni radio-edit dei pezzi ascolteremo un altro Festival praticamente.
    Mi aspettavo qualcosina di più dai La Crus, ai quali riservo però un secondo ascolto. Non male Nathalie: la attendo al varco radiofonico.
    Sopprimete Giusy Ferreri, non vedete come soffre quando canta?

    Rispondi
  9. avatar
    Valentina Gravina 16/02/2011 a 14:21

    peccato che non c’è il pulsante “mi piace” sui commenti (per Laura) !!! Bravo Stefano…

    Rispondi
  10. avatar
    Elisabetta 16/02/2011 a 15:14

    Complimenti all’autore del post, sia per lo sguardo critico che per l’eleganza, l’autoironia e il garbo espressi nella replica a commenti indegni, sui quali non vale la pena soffermarsi.
    Bravo, Stefano Gallone.
    Sei grandissimo, come uomo e giornalista.

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews