Al via, da lunedì 1 ottobre, la Settimana Mondiale dell’Allattamento al seno materno

Come ogni anno la prima settimana di ottobre in Italia si celebra la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno, giunta al suo 20° anniversario. Tantissime le iniziative, i dibattiti e gli incontri nei vari ospedali e consultori del nostro Paese. L’iniziativa raggruppa gli sforzi di tutti i promotori dell’allattamento materno, i governi e gli enti per sensibilizzare l’opinione pubblica e per generare sostegno, utilizzando un tema diverso ogni edizione.

Proprio vent’anni fa l’Alleanza Mondiale per interventi a favore dell’Allattamento (WABA – World Alliance for Breastfeeding Action) lanciava per la prima volta la campagna della SAM per proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento al seno. Da quella data, annualmente, la SAM ha posto l’attenzione su vari argomenti legati a questa pratica, con iniziative anche nelle ASL delle cittadine più piccole, come Imperia, San Remo, Ravenna, Vercelli, ecc.

Nonostante la grande pubblicità dell’iniziativa, in Italia poche donne allattano al seno. Stando ai dati pervenuti, solamente il 39 per cento delle neomamme sceglie l’allattamento, dicendo no al latte artificiale e al biberon. Eppure ci sono prove evidenti secondo cui un esclusivo allattamento al seno previene malattie come la diarrea e la polmonite che uccidono milioni di bambini ogni anno, oltre ad inficiare sulla crescita stessa del neonato. Infatti, non sono solo le nostre nonne a dirlo, anche alcuni studi scientifici lo stabiliscono. Nei primi istanti di vita il bambino è avvolto tra le braccia della mamma per nutrirsi di un alimento che non ha sostituti né animali né artificiali, con un gesto che rende un benessere psico-fisico e immunitario al cucciolo e realizza la vita nel suo senso più intimo e primitivo.

E’ come se il piccolo risentisse di nuovo il sapore, l’odore che ha gustato nel grembo materno. Tuttavia, sono ancora tantissime le mamme che si ostinano ad utilizzare il latte artificiale quando invece potrebbero, in maniera esclusiva, allattare al seno i propri cuccioli. Quali sono i motivi più comuni? Alcune si lasciano influenzare dalla pubblicità, altre rinunciano a priori per un fattore estetico o perché sentono dolore quando il bambino si attacca alla propria mammella. Altre ancora, magari hanno poco latte (o nulla); ma questo, secondo alcuni studiosi, è attribuito essenzialmente a uno stato psicologico e di ansia in cui la madre viene a trovarsi all’improvviso.

Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef, ha dichiarato: “Se l’allattamento al seno fosse stato promosso in modo più efficace e le donne fossero state protette dal marketing aggressivo dei sostituti al latte materno, oggi molti più bambini sarebbero sopravvissuti e cresciuti, ci sarebbe stata una minore incidenza di malattie e tassi più bassi di malnutrizione e arresto della crescita”. Gli ostacoli più grandi oggi sono una commercializzazione non etica di sostituti del latte materno, politiche nazionali povere che non supportano il congedo di maternità e, più in generale, una mancanza di comprensione di rischi legati al non allattare i bambini al seno. A quest’ultimo punto, per fortuna, si può rimediare partendo proprio dalla Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno!

Chiara Campanella

Foto via siamobimbi.it; bravibimbi.it

 

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