Al teatro Olimpico di Roma arrivano i Momix

unnamedFino al 1 marzo sarà possibile vedere al Teatro Olimpico di Roma “Alice nel paese delle meraviglie”, l’ultimo lavoro della famosa compagnia teatrale di ballerini-acrobati: i Momix. Il famigerato e immaginifico coreografo americano Moses Pendleton, creatore e direttore artistico da  sempre  della celebre brigata di artisti, porta in scena per il secondo anno consecutivo il capolavoro indiscusso di Lewis Carroll,  in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana.

Lo spettacolo è  in pieno stile Momix: una fusione di luci, colori, danze e suoni e riesce a rendere giustizia al clima surreale e a tratti sinistro di Alice,  portando in scena i diversi e bizzarri personaggi del famoso romanzo, conosciuto soprattutto per la famosa trasposizione del cartone disneyano. La bravura e l’abilità artistica dei Momix si rivelano di fatto una conferma, anche se a tratti durante la performance non risulta così semplice associare le varie coreografie ai momenti salienti della favola di Carroll.  Lo spettatore viene catturato dalle danze e dalle scenografie particolari che si susseguono ma non viene convinto del tutto forse, dalle varie Alici che sfilano in scena, da una Alice che libra nell’aria, dal brucaliffo costituito da numerose palle da pilates blu. Insomma un sì allo spettacolo ma magari rivedendo qualcosa. D’altronde portare in scena un universo onirico, fantasmagorico, dove la realtà e la fantasia si diluiscono a tal punto da non distinguerne più i confini, costituisce sicuramente un progetto ambizioso e di non facile realizzazione. Anche perché nel caleidoscopico repertorio dei Momix non si è soliti trovarsi di fronte a rappresentazioni a tema, liberamente tratte da una favola. Soprattutto una favola come quella di Alice, romanzo controverso e il più tradotto al mondo per via delle diversissime interpretazioni date dalle traduzioni, dal cinema e dal teatro.

Ma con Alice questa difficoltà è un rischio che  puoi mettere in conto, anche perché nella filosofia della piccola bambina di 10 anni che catturò l’attenzione e l’immaginazione di Carroll e di milioni di persone “niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa”.

Buono spettacolo.

Pamela Cocco

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