Al teatro Lo Spazio di Roma ‘Rifiuti Umani’ racconta la crisi dell’uomo contemporaneo

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Divertente, surreale, grottesco e impegnativo. Con questi aggettivi si definisce lo spettacolo ‘Rifiuti Umani’ in scena al teatro Lo Spazio a Roma, dal 1 al 6 ottobre alle 20.30. Protagonista è Armando De Ceccon che, con il suo monologo di 80 minuti, riesce a catturare l’attenzione del pubblico per tutto il tempo, accompagnato anche dalle musiche originali eseguite dal vivo (alla chitarra) dal maestro Francesco Petrucci.

TRAMA: È un monologo ironico e graffiante sul mondo dei rifiuti che riporta Armando De Ceccon nella capitale per 6 giorni. L’attore protagonista ora torna in versione fringe e presenta ‘Rifiuti Umani’: “Prometto che saprò farvi ridere”, dice De Ceccon e riesce nel suo intento. Rifiuti Umani racconta la rivolta civile di un chirurgo estetico, uno scienziato della società liquidata in una vanità che vuole sostituirsi a Dio, ma si ritrova sconfitto perché l’adorazione per la tecnologia si trasforma spesso in rifiuto umano. Ci si vorrebbe disfare della vecchiaia e del nostro corpo. Per lui il concetto di rifiuto si declina attraverso le più svariate accezioni, ma quel che importa è che per noi è una sorta di tabù, vogliamo tenerlo fuori dalla porta di casa nostra e non ci accorgiamo di averlo dentro di noi.

Tutto lo spettacolo dunque verte proprio su ciò che per l’essere umano è tabù e che in realtà abbiamo tutti quanti abbiamo indistintamente da chi siamo: famosi e non. Dopo un esordio di 10/15 min un po’ ‘vago’, l’attore protagonista riesce a coinvolgere lo spettatore nel suo discorso anche concettualmente impegnativo, ma divertente e veritiero. Una serata divertente e piacevole, soprattutto grazie alla bravura di Armando de Ceccon che intrepreta molto bene quella che si può definire la crisi dell’uomo contemporaneo. Lo spettacolo scorre liscio senza volgarità mirando a irretire l’intelligenza del pubblico: la parola diventa così farmaco e cura, l’umorismo, invece, un esercizio di ginnastica neuronale per imparare a pensare e leggere la realtà. De Ceccon si è ispirato soprattutto a Giorgio Gaber e ad Antonin Artaud, uno dei padri del teatro contemporaneo.

ALTRE INFORMAZIONI: Il testo è Patrocinato da Legambiente Lazio e dalla Provincia di Roma. In una primitiva versione in forma ridotta ad un’ora in ragioni delle regole dei Festival, ha già avuto un debutto al Fringe Festival di Roma, dove è arrivato in semifinale, e a Spoleto, al Festival Fringe La Mama, dove ha avuto come riconoscimento, il Premio del Pubblico. È una ripresa quindi, a distanza di qualche anno. È uno spettacolo rielaborato in una revisione del testo, musiche e scenografia. La location anche è accogliente e ‘intima’, ben si presta ad ospitare questo genere di spettacoli. Per il resto si augura un buon divertimento a tutti!

Chiara Campanella

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