Al museo Micropia incontri ravvicinati col micromondo

Micropia

Il micromondo protagonista di Micropia

Ben due terzi del mondo naturale è costituito da microrganismi, una realtà non visibile a occhio nudo. Parliamo di batteri, virus, funghi, microalghe, organismi che solo il microscopio riesce a svelarci: talmente piccoli ma infinitamente importanti, al punto che senza di loro la vita sulla Terra non sarebbe possibile. A loro è stato dedicato un museo interattivo, il primo nel suo genere, Micropia. Aperto ad Amsterdam poco più di un mese fa, si presenta come una sorta di grande laboratorio che invita a familiarizzare col micromondo, ma anche a comprendere quanto importanti siano i contributi della microbiologia per molti aspetti della nostra vita.

UN BODY SCANNER SVELA I MICROBI OSPITATI DAL TUO CORPO – Gli spazi del museo sono organizzati in settori distinti dove opportune videoinstallazioni permettono di raccogliere le informazioni più dettagliate sulle diverse specie di microrganismi. Il visitatore può ad esempio seguire da vicino la riproduzione di virus grazie a microscopi 3D, o fermarsi a osservare un modello a grande scala del virus Ebola, mentre altri schermi fanno comprendere fino a che punto possano esseri piccoli i batteri, tanto che la punta di uno spillo può ospitarne fino a un milione.  Attraverso un altro dispositivo puoi conoscere quanti batteri sono presenti su oggetti di uso quotidiano, come il telefono cellulare.  In una sezione a parte un body scanner permette di sapere quanti e quali microrganismi vivono sul corpo o su singole parti di questo, selezionandole su un apposito display. Ci si può anche togliere lo sfizio di sapere quanti microbi vengono trasferiti in un bacio: un Kiss-o-meter è a disposizione proprio per questo.

700 SPECIE DI MICROBI SOLO NELLA BOCCA - «Gli zoo in generale tendono a mostrarci solo una parte della natura, i grandi animali – dichiara Haig Balian, direttore di Micropia -. Con questo museo, invece, noi vogliamo svelare il micro mondo, spesso sottovalutato, ma essenziale nel nostro corpo e per la vita del pianeta. Un mondo che ci portiamo dietro, a nostra insaputa, ogni giorno: ma lo sapete che tra batteri, funghi, virus e altre forme invisibili nel nostro corpo ci sono dieci volte più microbi che cellule umane? In totale, ognuno di noi si porta dietro circa 1,5 kg di microbi, senza i quali moriremmo. Lo sapete che nella nostra bocca ci sono circa 700 specie di microbi e circa 80 tipi di funghi popolano il nostro tallone?».

IL RUOLO CHIAVE DELLA MICROBIOLOGIA – Nell’opinione generale, come ricorda Balian, normalmente il microbo viene associato alle malattie, a infezioni batteriche, virali. E pensare, invece, che se riusciamo a digerire è anche grazie ai batteri che popolano il nostro intestino, e che proprio funghi e batteri permettono il ricircolo dei nutrienti, decomponendo piante e animali morti. Le indagini microbiologiche sono trasversali a tanti campi di studio: permettono di sviluppare nuovi antibiotici, di isolare e identificare microrganismi patogeni, o, in campo agricolo, di migliorare la resa delle colture.

Micropia

Il body scanner rivela quanti e quali microrganismi ospita il nostro corpo

MICROPIA CAMBIA IL TUO MODO DI GUARDARE IL MONDO – «I microbi sono ovunque – continua Balian – ecco perché il lavoro dei microbiologi è importante per ogni aspetto della nostra vita. Diversi esperimenti hanno rivelato anche le potenzialità future e gli impieghi innovativi dell’indagine microbiologica per tantissimi settori, dalla generazione di energia elettrica fino alla cura del cancro. Lasciare la microbiologia al buio, cioè campo di ricerca per pochi esperti, non permetterà a questa disciplina di svilupparsi».

Ecco l’importanza del museo, un occasione per superare il gap di conoscenze tra mondo scientifico e grande pubblico, e offrire di conseguenza più sostegno e ossigeno al lavoro scientifico.
Quando il visitatore di Micropia scoprirà che il 50% dell’ossigeno della nostra atmosfera  è prodotto dalle microalghe, guarderà se stesso e il mondo in un’altra ottica. Di questo, Balian ne è certo.

Valeria Nervegna

Foto da: micropia.nl  - hungeree.com

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