Al cinema Ella & John, un necessario viaggio d’amore

Ella e John

Ella e John

Preoccuparsi è dannoso come aver paura; serve solo a far le cose più difficili, scrisse Ernest Hemingway in Per chi suona la Campana. Viene in mente mentre Ella & John Spencer viaggiano sulla Old Route One, diretti a Key West.

TRAMA DEL FILM: Sono partiti a bordo del loro vecchio camper, il Leisure Seeker, lasciandosi tutto alle spalle, compresi i loro due figli, spinti solo dal desiderio di condividere, loro due soli, un viaggio d’amore speciale e necessario. Lui è un ex professore di letteratura ossessionato da Hemingway e con importanti problemi di memoria; lei, ancora lucidissima, è afflitta da un male che richiederebbe cure mediche invasive e costanti. Alla guida, pardon, alla regia, un Paolo Virzì affettuoso, stupendamente coinvolto in ritmo ed immagini nel turbine della loro fuga inaspettata.

Questo film, bellissimo, è il risultato di un invito e di una promessa: l’invito rivolto a Paolo Virzì di girare un film in America e la sua rispettiva promessa a raccogliere la sfida qualora si fosse palesata una storia capace di stuzzicarlo. L’occasione arriva con la novella di Michael Zadoorian: la fuga sovversiva di una coppia di anziani a bordo del loro vecchio camper, contrari all’ospedalizzazione forzata stabilita da medici e figli, sembra una storia intrigante. Inizia a scriverne la sceneggiatura con i bei contributi di Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e del romanziere, suo amico, Stephen Amidon. La completa senza mai trascurare due obiettivi: non tradire l’anima atavica statunitense della storia e, allo stesso tempo, non cadere nei suoi cliché, arrivando a confezionare una misurata commistione tra gli scenari americani e la sua prospettiva umanamente agrodolce. A Virzì manca solo un’ultima scommessa, quella di avere con lui Donald Sutherland nel ruolo di John, ed Helen Mirren in quello di Ella. Probabilmente non se lo aspetta, ma accettano entrambi.

Il risultato è tipico di quei progetti evidentemente predestinati a compiersi. Quelli nei quali tutti i tasselli sembrano essere efficacemente calibrati. Al punto che Paolo Virzì più che dirigere, sembra semplicemente documentare le interpretazioni di due fenomeni, che dimostrano di avere completamente assorbito il proprio ruolo di scena: Ho avuto limpressione di essere lincarnazione di John. Non capita spesso, ed in questo film è successo. È stato John a dirmi cosa fare, cosa voleva, cosa riusciva e non riusciva a ricordare. Si sentiva frustrato. Mi sono messo in gioco per vivere questa avventura, ha dichiarato lo stesso Sutherland.

una scena del film

una scena del film

RECENSIONE: D’altra parte è veramente di due eccezionali interpreti che si sta parlando: la Mirren, senza volersi dilungare, ha vinto un Oscar, un Emmy, un SAG Award, un Tony, numerosi BAFTA Awarde Golden Globe, per il suo straordinario lavoro a teatro, al cinema e in televisione. Per il suo ritratto della Regina Elisabetta II nel film The Queen (2006), ha vinto un Academy Award, un Golden Globe, uno Screen Actors Guild (SAG) Award e un BAFTA Award come Migliore Attrice. Donald Sutherland, non da meno, è uno degli attori di cinema più stimati, prolifici e versatili, con un curriculum di oltre 150 film nei quali si è cimentato anche quale produttore e sceneggiatore. Paolo Virzì invece, ha tutto il merito di non aver smesso di “scavare”, seppure oltreoceano, ribadendo la sua capacità di scovare gli animi umani, le condizioni sociali, gli umorismi della quotidianità.

Di Ella & John colpisce inevitabilmente l’intimità, che forse resta il contributo vincente per rendere un film qualcosa di vero; Sutherland e Mirren, alias John ed Ella, sono sul serio la coppia che non può dividersi, uniti dalle loro fragilità e sorretti dalle reciproche determinazioni. Non vi è possibilità per uno, senza l’altro. Nell’insieme delle esperienze che si portano dietro, tra le quali la malattia è sicuramente l’ombra più acuta (Helen Mirren ha rivelato: Ero un pospaventata rispetto a un film che mette a fuoco in modo così realistico i guai della vecchiaia), Ella e John riescono a non cedere mai il passo alla malinconia o alla tristezza, piuttosto lasciano riflettere teneramente sul senso della vita a due, su tutti quei momenti in cui l’amore, lungo le varie vicissitudini delle esistenze più comuni, porta a donare talmente tanto, da lasciare la strana impressione di essere stati derubati; derubati della propria giovinezza, della propria forza e, a tratti, della propria pazienza. Ma è la sensazione dei momenti bui, quando ci si dimentica di quanto, a propria volta, si ha avuto.

Ne esce, a tutti gli effetti, una bella prospettiva con la quale vedere le cose. E tutto diventa in effetti più semplice.

Valentina Malgieri

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