Aids, aumentano i casi di contagio tra omosessuali nel mondo

Prevenzione contro crisi economica: la lotta all'Aids nel mondo è sempre più dura

Prevenzione contro crisi economica: la lotta all’Aids nel mondo è sempre più dura

New York – Un dato preoccupante emerge da alcune ricerche del Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia federale degli Stati Uniti d’America per la salute pubblica e la prevenzione delle malattie. I casi di contagio di Hiv, il virus che inocula l’Aids, hanno subito negli ultimi anni un significativo aumento, in particolare nella popolazione omosessuale.

SALUTE A RISCHIO - I dati del CdC dimostrano che, dal 2005 al 2011, i contagi sono aumentati di pari passo con la percentuale di uomini (+20%) che hanno intrattenuto rapporti sessuali non protetti, ma ad aumentare non sono stati coloro che hanno fatto ricorso a strutture sanitarie per l’accertamento del virus dell’Hiv nel sangue. Secondo i medici, l’idea è che la crisi economica, e la paura del contagio, abbia di fatto allontanato le persone dall’accertamento del proprio stato di salute. Per il direttore del Centers for Disease Control, Thomas Frieden, «quando un terzo degli uomini non ha fatto nemmeno un test nell’ultimo anno e un decimo di quelli che credevano di essere negativi erano di fatto positivi, uno non vuole rischiare la vita ipotizzando».

IL PARERE DEGLI ESPERTI - Perry Halkitis, un ricercatore della NYU, New York University, ha invece riferito al New York Times che l’aumento dei contagi può essere dipeso dalla correlazione di due fattori. Il primo, è l’aumento di «comportamenti a rischio quando le persone devono fare i conti con più incertezza nella loro vita», ovvero la correlazione tra crisi economica e minore attenzione alla salute, e la seconda è la reale efficacia nella somministrazione di farmaci antiretrovirali in soggetti già sieropositivi. Secondo la teoria di Halkitis, alcune persone con il virus dell’Hiv sarebbero convinte dell’impossibilità di trasmettere la malattia durante l’assunzione dei farmaci cosiddetti “bloccanti”, e dunque avrebbero rapporti non protetti, pur non applicando le cure tutti i giorni, come prescritto.

OBAMA CARE - Gli Stati Uniti, circa 320 milioni di abitanti in tutto, registrano una media di 50.000 contagi l’anno (lo 0,15% della popolazione), ma Barack Obama ha più volte fatto sapere che uno dei suoi obiettivi è ridurre i contagi a circa 38.000 casi annui, obiettivo che a quanto pare sembra ben difficile da raggiungere, per le cause di cui ai paragrafi precedenti. Il trend, nella popolazione omosessuale e non, è comunque in crescita non solo negli Usa, ma anche in Canada, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia e Australia, mentre non riguarda l’Italia, che come la maggior parte dei paesi europei (salvo alcuni stati del centro Europa e la Finlandia), condivide un rischio di contagio piuttosto basso.

Stefano Maria Meconi

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