Ai Weiwei alla Lisson Gallery di Milano

Watermelon 2006, Courtesy of the artist and Lisson Gallery

MILANO – Non è stato possibile averlo in Italia per l’inaugurazione, l’artista Ai Weiwei, protagonista di una personale alla Lisson Gallery Milan, visitabile fino al 25 maggio.

L’artista cinese, conosciuto come una spina nel fianco per il governo del suo Paese, è infatti attualmente (almeno fino al prossimo giugno) agli arresti domiciliari, per una serie di questioni tra cui l’accusa di evasione di fiscale. Nelle scorse settimane Weiwei ha pensato di celebrare il primo anniversario dall’inizio della sua odissea giudiziaria installando quattro telecamere nella sua abitazione: un Grande Fratello reale, oscurato dopo appena un giorno. Dal 2008 Ai si è distinto nell’inchiesta sulla morte di oltre 5mila bambini e bambine sepolti dalle macerie delle scuole crollate durante il terremoto del Sichuan e per chiarire le responsabilità nella gestione degli appalti. Negli anni successivi ha più volte preso posizione contro il governo, esortando la Cina a intraprendere riforme per diventare uno Stato di diritto.

L’artista originario di Beijing, classe 1957, rimane comunque molto legato alle tradizioni del suo Paese: in mostra una selezione di opere in ceramica e marmo, alcune delle quali realizzate da Ai Weiwei nel 2006, durante un intenso periodo di lavoro presso Jingdezhen, città dove si concentra il cuore della produzione cinese di ceramiche. Le tecniche tradizionali, tramandate dagli artigiani locali ad Ai Weiwei, sono state alla base di una svolta radicale nella sua produzione e nella creazione di Sunflower Seeds, installazione realizzata dall’artista per la Tate Modern con un milione di semi di girasole in ceramica fatti a mano dagli abitanti di un intero villaggio, in Cina.

Oil Spill 2006, courtesy of artist and Lisson Gallery

Il valore storico e culturale delle tecniche e dei materiali utilizzati è un elemento essenziale nella maggior parte delle sculture di Ai Weiwei. La maggior parte della sua produzione in ceramica si basa sul concetto duchampiano del ready-made: nel suo caso adattando, dipingendo e distruggendo antichi vasi e urne. Al contrario, alla Lisson Gallery Milan, Weiwei presenta sculture realizzate interamente con le sue mani.

Inoltre il lavoro dell’artista dimostra un profondo rispetto nei confronti degli artigiani del Jingdezhen e della loro abilità, mantenendo fede, nel realizzare queste opere, i rigorosi standard delle loro perfette rifiniture.

Cosi come richiede la tradizione, non mancano in mostra rappresentazioni realistiche della natura come le bellissime angurie fedelissime alla realtà, Watermelons (2006), che ricordano il principio di imitazione della natura proposto in Sunflower Seeds. Un remind all’epoca Yuan (1279-1368) è immediato guardando i raffinatissimi disegni interni alla coppia di vasi Ghost gu (2007), che riportano l’attenzione anche sulla questione del falso.

 Assolutamente innovative le pozzanghere di petrolio greggio, Oil Spill (2006), realizzate con l’utilizzo di una lucidissima ceramica nera, distese per il pavimento della galleria. Provenienti dal prato di Watson Island (dove ne furono esposte cento, nel 2008), le Bubble collocate ora nel giardino interno della Lisson Gallery, di porcellana blu lucida, che riflette l’ambiente circostante.

Bubble 2008, Courtesy of the artist and Lisson Gallery

2,3 metri per l’opera in porcellana Pillar (2006), che si erge nello spazio. Più delicata e particolarmente elaborata la texture di Marble Plate (2010), il grande piatto bianco in marmo che fa parte della lunga esplorazione del marmo per l’artista (famose le sue sedie di modello tradizionale ma fatte di pietra).

Per niente casuale la scelta di Milano come città per l’esposizione: il capoluogo meneghino è stato culla di famosi artigiani e designer della ceramica, come per esempio Giò Ponti, che con i suoi innovativi progetti per ceramiche e arredamenti ha ridefinito il concetto di eleganza nel design industriale. Anche Ponti, oltre a essere designer era architetto, così come Ai Weiwei. L’artista cinese, ma di fama internazionale, infatti, è l’artefice del Nido d’uccello, il futuristico stadio olimpico di Pechino realizzato con gli architetti Herzog e de Meuron, con cui Ai allestirà quest’anno il Padiglione 2012 della Serpentine Gallery. Inoltre Ai ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Honorary Fellowship dal Royal Institute of British Architects. Il Jeu de Paume, in questi mesi, gli dedica una mostra fotografica e dal 3 marzo al museo olandese, De Pont, verrà aperta al pubblico una retrospettiva per celebrare la sua carriera.

Da vedere. Per conoscere dissidenza e tradizione.

Benedetta Rutigliano

Ai Weiwei

Lisson Gallery, Milano

via Zenale 3
12 aprile – 25 maggio 2012

Orari di Apertura: da Lunedì a Venerdì: 9.30 – 13.00 e 15.00 – 18.00
Sabato: solo su appuntamento

Immagini Ufficio Stampa Paola Manfredi Studio

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