L’Agenda Monti spezza Pd e Pdl

agenda Monti

Pietro Ichino (Pd) con Mario Monti

Roma – L’agenda Monti ha appena preso forma e i principali partiti che sostenevano il governo del Professore perdono già qualche pezzo. Nelle ore che hanno seguito la conferenza stampa di Mario Monti, che ha chiuso l’anno solare e l’attività del governo, due nomi importanti di PdL e Pd hanno lasciato i loro partiti: si tratta di Franco Frattini e Pietro Ichino.

Frattini, già ministro degli Esteri nel governo Berlusconi, punta già da tempo a un Ppe italiano di stampo europeista e si è dichiarato contrario alla nuova discesa in campo di Silvio Berlusconi. Coerentemente a quanto predicato, si è disallineato dal PdL e ha chiarito in un’intervista sulla Stampa che non ci saranno tradimenti: «Silvio Berlusconi mi ha portato in Parlamento e non voterò mai contro di lui». Attende una chiamata dalla lista “Monti per l’Italia” che potrebbe nascere al centro dello schieramento politico, all’interno di «un Ppe italiano», altrimenti resterà in tribuna.

Pietro Ichino lascia il Pd in rottura con la leadership bersaniana: «la risposta negativa di Bersani al bellissimo discorso di Monti è per me decisiva» ha spiegato, annunciando che si impegnerà nelle liste che sosterranno l’Agenda Monti, a partire dalla sua regione, la Lombardia. Il senatore tornerà quindi nelle liste che sosterranno il Presidente del Consiglio dei ministri uscente, dando pieno sostegno all’operato di Monti, «attorno al quale si aggregherà una forza politica nuova, fuori dagli schemi tradizionali della politica italiana». Il contrasto è tutto interno al Pd, dove si trova anche quel Fassina che ha definito «rovinosa per il paese» la posizione di Monti. «Qui in Lombardia – illustra quindi Ichino – si sta formando una lista che è espressione di tutta quella grande parte della società civile che rifiuta il populismo antieuropeo di Berlusconi e che allo stesso tempo vede le contraddizioni del Pd, sono pronto a lavorare per il successo di questa lista e anche a guidarla se mi sarà chiesto». Ichino non ha mai fatto mistero di essere vicino alle posizioni espresse nella ormai nota Agenda Monti, ma in queste ore sembra addirittura che il senatore abbia preso parte alla sua redazione.

Mentre il centro filo-montiano si addensa proprio attorno alla figura del Professore e all’Agenda Monti – che probabilmente non si candiderà, quindi sarà necessario trovare un candidato quantomeno “di facciata” – destra e sinistra sono alle prese con un confronto interno, che dovrà chiarirsi prima che possano presentarsi con un programma agli elettori, in campagna elettorale. Anche per loro l’oggetto principale della contesa sarà il rapporto con le proposte avanzate da Mario Monti, se è vero come sembra che Frattini e Ichino sono soltanto i primi due nomi di un elenco non poi così corto.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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Una risposta a L’Agenda Monti spezza Pd e Pdl

  1. avatar
    Ale O. 24/12/2012 a 15:22

    Ciao Andrea, ti rispondo con questo pezzo di Tito Boeri su lavoce.info

    http://www.lavoce.info/governo-monti-legge-elettorale-riforme-credibilita/

    Rispondi

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