Adriano Viterbini: la recensione di ‘Goldfoil’

adriano viterbini

La copertina di 'Goldfoil' (foto via:www.rockit.it)

Adriano Viterbini si è fatto conoscere negli ambienti musicali italiani con il progetto denominato Bud Spencer Blues Explosion: un scatenato duo, formato appunto dallo stesso Viterbini alla chitarra e Cesare Petulicchio alla batteria, che offre un blues rock corposo e accattivante riconducibile a una sapiente mescola di blues di stampo afroamericano con hard rock di gruppi come Led Zeppelin, unita ad un tocco di violenza di derivazione punk-grunge. Il risultato è unico, sorprendente e molto originale, come abbiamo già avuto modo di descrivere in passato.

Al termine dell’ulitimo lunghissimo tour i Bud Spencer Blues Explosion si sono presi una pausa e Adriano Viterbini ha pubblicato Goldfoil, suo primo album solista. Prodotto dallo stesso Viterbini in collaborazione con Bomba Dischi, Goldfoil è stato registrato, mixato e masterizzato a Roma presso Studionero nel Dicembre del 2012 da Daniele Gennaretti ed è composto da dodici brani, uno dei quali, New Revolution Of The Innocents, vanta la preziosa collaborazione di Alessandro Cortini dei Nine Inch Nails.

Goldfoil è un lavoro interamente strumentale di american primitivism, o chitarra primitiva. Un album intimo ed evocativo, che certifica il grande talento di un musicista che rende omaggio al blues minimale, una delle sue maggiori influenze musicali, con un pugno di brani piacevoli, rilassanti e spensierati, ma assolutamente non banali.

Immaculate Conception apre il disco con una manciata di note in slide soffuse e profonde prima del coinvolgente arpeggio di Kensington Blues, una delicata cover di Jack Rose, nella quale Viterbini sfoggia tutto il suo gusto per la melodia e gli arrangiamenti. La misticheggiante God Don’t Never Change (con un retrogusto vagamente orientaleggiante) precede Blue Man, un perfetto omaggio alla musica africana in salsa blues rock.

New Revolution Of The Innocents può vantare la collaborazione di Alessandro Cortini, dotato polistrumentista bolognese, noto per la collaborazione con i Nine Inch Nails di Trent Reznor: un brano inquietante e misterioso, altamente evocativo, perfetto per una colonna sonora. Si prosegue con l’allegra No Name Blues, prima di Style-O-Blues, un veloce e trascinante blues a metà strada tra Robert Johnson e il più recente Eric Sardinas.

adriano viterbini

Adriano Viterbini (foto via: www.rockon.it)

Lago Vestapol è un brano evocativo e delicato che torna a calpestare con un pizzico di malinconia sentieri riconducibili al folk e al country. Montecavo è un blues spensierato e allegro dalla ritmica cadenzata e spensierata.

Adriano Viterbini prosegue poi mescolando alcuni motivi provenienti da differenti brani in Stella South Medley, altro prova del suo talento musicale. Segue If I Were A Carpenter, altro grande classico magistralmente rivisitato dal chitarrista romano, prima della conclusiva Vigilante Man, originale cover di Woody Guthrie: una chiusura da brividi per un album di qualità eccelsa.

Con Goldfoil Adriano Viterbini ha raccolto tutte le sue maggiori influenze (Ry Cooder su tutte) e le ha fatte proprie aggiungendo il suo inconfondibile tocco: il risultato è brillante, piacevole ma non scontato. Un album alla portata di tutti senza essere per questo un prodotto banale. Spicca l’incredibile coesione di un disco che mescola con grande gusto blues, folk, country, rock e influenze etniche senza mai stancare o risultare ripetitivo e privo di originalità. Adriano Viterbini è un chitarrista eccezionale e lo aveva già dimostrato con i Bud Spencer Blues Explosion: in questo splendido e preziosissimo Goldfoil mescola cover e brani originali, riprendendo in mano i classici motivi del folk blues con il quale è cresciuto, dimostrando quanto possano essere ancora attuali al giorno d’oggi se riarrangiati con passione, gusto e originalità. Un disco consigliato in primis a tutti gli amanti del blues-folk, che troveranno in Goldfoil tutto quello che di buono può essere tirato fuori da una sei corde, ma anche a chi non è abituato a percorrere le strade battute da questi generi musicali: costoro troveranno nella freschezza e nell’immediatezza stilistico-compositiva di Adriano Viterbini un motivo in più per non limitarsi al primo ascolto di questo Goldfoil, un disco sorprendente nella sua semplice e delicata bellezza.

Alberto Staiz

@AlStaiz

Foto homepage: www.rollingstonemagazine.it

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