Adolescenza: studio Crescere. Come si diventa grandi?

crescere

Lo studio "Crescere"

Padova – Essere adolescenti non è facile, si sa. Non per niente l’adolescenza viene considerata dagli addetti ai lavori il periodo più difficile e delicato della vita di una persona. È il momento delle scoperte, delle relazioni amicali, dei conflitti con i genitori, della voglia di crescere in fretta. Ma anche dei tanti cambiamenti: a livello fisico, cognitivo, emozionale, comportamentale. In nessun  altro periodo avvengono tante trasformazioni, in un arco temporale così breve. Il tutto, inoltre, condito da un contesto sociale, come quello attuale, in rapido cambiamento che, a causa delle nuove tecnologie e delle nuove forme di comunicazione, è fatto molto più di rapporti virtuali che reali.

Ma l’adolescenza non è solo un periodo delicato ma è anche e soprattutto problematico che molto spesso mette in crisi genitori e insegnanti che non sanno come comportarsi davanti a determinati comportamenti. Ed è per questo motivo che nasce a Padova uno studio molto importante che vuole monitorare come crescono i ragazzi e quali sono i determinanti positivi nel crescere bene. Lo studio si chiamata Crescere, acronimo di Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo, ed è realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus e dal De Leo Fund, insieme alla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e alla Camera di Commercio di Padova (co-finanziatori dello studio). Come si legge nel sito della Fondazione Zancan: «lo studio offre un’ampia gamma di informazioni che includono dati socio-demografici del ragazzo e della sua famiglia, eventi significativi della vita, parametri sanitari, rendimento scolastico, approccio allo studio, relazioni con amici e compagni di classe, abitudini e stili di vita, attività ricreative e sportive, relazioni familiari, competenze individuali, benessere psicofisico. In questo modo è possibile acquisire una conoscenza approfondita di come si studia, si cresce in buona salute, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si esercitano le responsabilità genitoriali, si affrontano i problemi dell’apprendimento e delle relazioni fra pari, ci si prepara e si affrontano i problemi della transizione tra scuola e lavoro».

Ma entriamo più approfonditamente nello studio:  l’idea, come si legge nel sito della Fondazione, è nata nel 2009. Dopo aver creato l’infrastruttura di tutto il progetto e cioè la base per renderlo attuabile e dopo aver coinvolto tutti i soggetti interessati e cioè i comuni e le aziende sanitarie, oggi si sta passando alla parte attuativa: saranno estratti, infatti, con una procedura di campionamento casuale dalle liste anagrafiche i nominativi di 1.000 ragazzi di 11 anni (su una popolazione di riferimento di 8.654 ragazzi). Essendo uno studio longitudinale, i ragazzi verranno seguiti per un periodo di tempo, 8 anni, mediante osservazioni ripetute nel tempo. E sta proprio in questo aspetto, cioè l’essere uno studio longitudinale, la peculiarità di questo progetto, che lo rende il primo e l’unico in Italia.

Gli strumenti di rilevazione consisteranno in ampi questionari e in visite medico-sportive per analizzare gli aspetti relativi alla salute fisica. Al termine della prima ondata di osservazione saranno raccolti tutti i dati, le informazioni e i risultati degli esami clinici dei ragazzi coinvolti. Dalla seconda osservazione in poi i dati saranno analizzati in senso longitudinale, mettendoli in rapporto con quelli precedenti e seguendone appunto l’evoluzione. I risultati della ricerca verranno poi raccolti in rapporti che avranno cadenza annuale. Sempre la Fondazione rende noto che verranno organizzati incontri con i Comuni, con le conferenze dei sindaci e le aziende sanitarie per condividere e confrontare questi dati.

adolescenti

Gli adolescenti e i loro problemi

«Lo studio ci aiuterà a capire come si studia, si cresce, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si gestiscono i problemi di apprendimento e di salute, come ci si prepara al lavoro, come si partecipa e si diventa grandi» sottolinea il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato, durante la presentazione del progetto che si è svolta a Padova lo scorso 4 febbraio. «Ci vuole coraggio – prosegue –  tempo, bisogna saper investire tante energie. Nel sociale dobbiamo imparare guardare oltre le difficoltà immediate, oltre gli utili a breve, co-investendo». Gli fa eco Il direttore del De Leo Fund, Diego De Leo,  che sottolinea come «la particolarità di questo studio è che offre una prospettiva a 360 gradi sulla crescita, indagando aspetti finora inediti. È anche un’occasione per aiutare le famiglie nel difficile compito di essere genitori».

 

Stefania Galli

Foto || istitutodeglinnocenti.it; sip.it

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