Adios Josè, da oggi è Real Moudrid. Prandelli-Italia, è fatta

Mourinho liquida con uno scialbo ringraziamento l’Inter e prepara la nuova avventura in camiseta blanca. Cesare Prandelli lascia la Fiorentina e si appresta a rifondare l’Italia calcistica, facendo crollare i veti storici di Lippi

di Francesco Guarino

Mourinho saluta l'Inter

Eravamo stati facili profeti, o forse, a dispetto di quello che Mourinho ha detto di noi italiani, abbiamo imparato a conoscerlo fin troppo bene. Veni, vidi, vici e bye bye Inter: Massimo Decimo Mourinho da ieri è ufficialmente il nuovo allenatore del Real Madrid.

Non era neanche salito sul pullman dell’Inter dopo la consegna della Coppa, andandosene via sull’auto di Florentino Perez e lasciando in lacrime Materazzi, con un teatrale abbraccio ad uso e consumo delle telecamere. Adesso c’è anche la firma sulla nuova avventura del tecnico portoghese. Con tempismo non meno inadeguato arriva anche l’annuncio del prossimo ct azzurro: Cesare Prandelli prenderà posto sulla panchina lasciata libera da Marcello Lippi già da settembre, raccogliendo l’indefinita eredità post-mondiale.

LO «SPECIAL TRAITOR» - L’immagine più efficace del Mourinho d.C. (dopo la Champions) l’ha data un non addetto ai lavori, il critico televisivo Aldo Grasso, definendo l’ex allenatore dell’Inter «non lo Special One, ma uno Special Traitor», un traditore speciale nonché seriale, aggiungiamo noi.

L’addio all’Inter, infatti, è l’ennesima conferma del modo in cui Mourinho intende la propria carriera: culto della propria immagine al di sopra di quella della squadra e assoluto interesse personalistico nelle scelte. La vittoria in Champions col Porto fu frutto di una di quelle irripetibili annate “one-shot” (le grandi d’Europa si eliminarono tra di loro, lasciando all’albo d’oro una scialba finale Porto – Monaco) e fu ottenuta con in tasca già il contratto plurimilionario col Chelsea di Abrahmovic. La parentesi londinese, corredata da spese folli e contratti faraonici, fu però un successo a metà per BigMou, che in due stagioni non riuscì a portare a casa il vero oggetto del desiderio del presidente, cioè la Champions. Di fronte ad una stagione da o tutto o niente, Mourinho preferì cambiare aria piuttosto che rischiare il fallimento, pur avendo una squadra costruita in tutto e per tutto sulle proprie richieste.

Arrivò così l’Inter, che già vantava da almeno un paio d’anni la rosa più forte del mondo. Scaricato il “peso” Ibrahimovic e sbarcato Milito, la strada per il titolo europeo si è spalancata e l’Inter ha macinato lo storico “triplete”, senza sbalordire nel calcio giocato e senza disdegnare qualche aiutino arbitrale (rigore negato al Chelsea, gol in fuorigioco di Milito e rete regolare annullata al Barça). Di fronte ad un’annata di conferma, Mourinho ha scelto di nuovo di non rischiare e di cambiare aria, pur di non incappare in una possibile delusione. Il Real Madrid l’ha accolto a braccia e casse aperte e i riflettori sulla Champions all’Inter si sono spenti già la mattina dopo per riaccendersi sul destino di Mou, come successo ad Oporto 6 anni prima.

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Alla presentazione con la stampa poche battute e nessun colpo ad effetto come nelle ultime due occasioni (“I’m the Special One” a Londra e “non sono un pirla” a Milano), un banale «non dimenticherò mai l’Inter» di ringraziamento e poi via al saccheggio: Maicon e Milito sono i primi due obiettivi della campagna acquisti madrilena per l’estate 2010. Leggasi anche: prima una pugnalata al cuore degli interisti, poi il tentativo di sfilare loro anche la spina dorsale dal cadavere. Ci auguriamo che Moratti, da sempre troppo accondiscendente con gli uomini-chiave del suo iter presidenziale, abbia finalmente uno scatto d’orgoglio e risponda “nada” alle sollecitazioni economiche del Real, che vuol essere un po’ meno Madrid e molto più Moudrid.

Prandelli: dalla panchina della Fiorentina a quella dell’Italia

AVE CESARE - È fatta anche per la panchina azzurra: l’ex allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli è stato ufficialmente annunciato come successore di Marcello Lippi. L’addio del ct viareggino era cosa già certa almeno da dicembre, se non addirittura dal momento della firma del secondo contratto in FIGC. La Federazione non ha però ritenuto necessario né avvisare preventivamente la Fiorentina – che ha protestato con un comunicato online – né mantenere il riserbo fino al termine dell’avventura mondiale, rischiando così di alimentare facili voci sul disimpegno del commissario tecnico uscente.

Nessun dubbio sulla capacità di Lippi di tenere coeso e concentrato il gruppo, meno sul reale valore tecnico dell’Italia formato SudAfrica 2010. Gli attacchi alla rosa priva di fantasia e di quel pizzico di sregolatezza (vedi Cassano e Balotelli, probabili new-entry della gestione Prandelli) saranno il pane quotidiano che l’Italia calcistica dovrà masticare per tutto il mese di giugno e, si spera, anche la prima decade di luglio. D’altro canto anche quattro anni fa la bufera Calciopoli difficilmente consentiva professioni di ottimismo alla vigilia del Mondiale. Inoltre Italia ’90 ci insegna che i favori del pronostico non sono fatti per noi, e allora meglio partire ancora una volta da vittime sacrificali. Tante volte…

Foto: Rediff.com, TheTactician.com


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